È risaputo che il continente africano ha un grande potenziale per la generazione di energia rinnovabile ma che, per problemi legati soprattutto all’instabilità politica e a carenze infrastrutturali, sono ancora pochi gli investimenti, soprattutto esteri, per la realizzazione di impianti.

Il Renewable Readiness Assessment (RRA): Botswana, un recente rapporto dell’International Renewable Energy Agency (IRENA) sviluppato in collaborazione con il Ministero delle risorse minerarie, della tecnologia verde e della sicurezza energetica (MMGE) del Botswana, illustra il grande potenziale eolico e solare di questo Stato dell’Africa meridionale. In particolare, secondo il Rapporto, promuovere e facilitare l’attuazione di una chiara visione a lungo termine per lo sviluppo delle energie rinnovabili, con impegni vincolanti supportati da studi di prefattibilità, può aiutare ad affrontare i rischi di investimento e ad attirare la partecipazione del settore privato, concorrendo così a una crescita socio-economica sostenibile.
In particolare, il Botswana, che a fine 2020 aveva 6 MW di capacità installata da fonti rinnovabili, punta a ricavare il 15 per cento della sua energia da FER entro il 2030 e il 36 per cento entro il 2036. Il Rapporto rileva che le risorse rinnovabili nazionali possono essere sfruttate per soddisfare la crescente domanda di energia, ridurre la dipendenza dalle importazioni, il Botswana attualmente fa affidamento sul carbone del Sudafrica, e diversificare il mix di generazione del Paese, mitigando al contempo i cambiamenti climatici e aumentando l’accesso a elettricità pulita e affidabile. Va sottolineato, inoltre, che ancora oggi circa un terzo della popolazione non ha accesso all’elettricità e il sistema elettrico del Paese è caratterizzato da forniture di energia inaffidabili e alti costi di servizio.







