L’idroelettrico, pilastro della transizione energetica. A Valbondione, nel bergamasco, Enel ha avviato un modello integrato di innovazione che mette a fattor comune la produzione della centrale idroelettrica e un sistema di storage d’avanguardia.

L’idroelettrico è un asset fondamentale del Sistema-Paese. Con poco più di 21 GW di potenza installata e 41 TWh di produzione annua, la fonte idroelettrica rappresenta circa il 32 per cento della generazione rinnovabile. In questo contesto Enel riveste un ruolo di primo piano: quasi 13 GW installati in Italia (circa il 60 per cento della capacità nazionale), 16 TWh di produzione e oltre 500 impianti operativi.
L’innovazione che integra acqua e batterie
Con BESS4HYDRO – il primo modello in Europa che prevede l’esercizio integrato di una batteria a litio in un impianto idroelettrico a bacino – il Gruppo dimostra che l’innovazione può essere la chiave di volta della decarbonizzazione.
Nell’impianto di Dossi, a Valbondione (Bergamo), l’energia rinnovabile prodotta da fonte idroelettrica è associata a un sistema di accumulo a batteria. Il modello BESS4HYDRO suggella il passaggio dell’idroelettrico da infrastruttura energetica tradizionale a sistema integrato, più flessibile ed efficiente.
All’evento di inaugurazione – il 6 luglio 2026 a Valbondione (Bergamo) – è intervenuto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che ha sottolineato l’importanza strategica dell’idroelettrico quale fonte rinnovabile e modulabile, e in grado di sviluppare forti sinergie con i territori.
“Mi congratulo con Enel – ha commentato il presidente Fontana – che dimostra ancora una volta di essere protagonista del settore e che ha scelto la Lombardia per introdurre questa rilevante innovazione”.
Una batteria come secondo bacino virtuale
BESS4HYDRO è un caso pioneristico, un esempio unico a livello europeo: la centrale idroelettrica da 44 MW lavorerà in sinergia con una batteria da 4 MW e 2 ore di accumulo, operante come sistema unico sul mercato elettrico. La batteria è un vero e proprio secondo bacino virtuale: migliorerà la gestione della risorsa idrica ottimizzando il funzionamento della turbina.
All’aumento dell’efficienza – con un recupero di produzione pari a circa un più 1 per cento annuo (circa 1,5 GWh) – si aggiunge la migliore gestione dei bacini, la riduzione degli sprechi d’acqua e un incremento superiore al 30 per cento dei volumi per i servizi di rete, con maggiore flessibilità operativa e l’allungamento della vita utile degli impianti.
Un modello replicabile: il potenziale di sviluppo
Il valore dell’iniziativa è stato riconosciuto anche a livello europeo, con l’assegnazione del finanziamento Innovation Fund e del sigillo STEP (Strategic Technologies for Europe Platform), a conferma dell’elevato livello di innovazione e del potenziale di replicabilità del progetto. Il World Economic Forum lo ha inserito nell’Innovation Playbook, citandolo tra i 100 casi innovativi replicabili.
La scalabilità e il positivo impatto industriale sono infatti due elementi distintivi del progetto: BESS4HYDRO è potenzialmente applicabile fino a 30 impianti a bacino tra Italia e Spagna, con un potenziale di sviluppo compreso tra 100 e 200 MW di sistemi BESS su 3 GW di asset idroelettrici.






