Una startup tedesca ha ottenuto l’autorizzazione per realizzare un innovativo sistema idrocinetico sul fiume Reno, nei pressi di Sankt Goar, cittadina della Renania. Saranno installate 124 micro-centrali idroelettriche che generano energia elettrica sfruttando la corrente naturale del fiume.

Ogni unità potrà produrre circa 15 MWh l’anno, per un totale complessivo di circa 1,86 GWh l’anno. La peculiarità del progetto risiede nel funzionamento continuo delle micro-centrali: immerse in acqua e alimentate dalla corrente del fiume, operano 24 ore su 24, garantendo una produzione di base, a differenza degli impianti solari o eolici, dipendenti dalle condizioni atmosferiche. L’energia prodotta è immessa direttamente nella rete locale a bassa tensione, favorendo un approccio decentralizzato e di prossimità.
Secondo gli ideatori, si tratta della più grande installazione del suo genere finora realizzata, destinata a rappresentare un passo importante verso un modello energetico distribuito, e potrebbe fungere da apripista per ulteriori installazioni lungo i corsi d’acqua in Germania e nel resto d’Europa.
Dal punto di vista ambientale, la tecnologia è stata concepita per non costituire un pericolo per la fauna ittica; un aspetto cruciale considerando che gli impianti fluviali sono soggetti a rigidi vincoli normativi. Il successo del nuovo impianto dipenderà tuttavia da alcune variabili chiave: la velocità e il regime del flusso del fiume, la profondità e la larghezza del corso d’acqua, l’interferenza con la navigazione e la fauna, oltre alla capacità di integrazione nella rete elettrica locale.
Secondo alcune stime, in condizioni favorevoli il potenziale delle turbine idrocinetiche nei fiumi dell’Unione Europea sarebbe intorno a 1,2 TWh l’anno. Da notare che la classificazione delle micro-centrali idroelettriche varia a seconda dei Paesi: in Germania, ad esempio, si definiscono micro gli impianti fino a poche centinaia di kilowatt, e piccoli quelli fino a 1 MW.







