Completato il progetto di Eni e Hera da 100 milioni di euro. Nell’ex area industriale di Ca’ Ponticelle sorgono nuovi impianti per il trattamento dei rifiuti e il recupero dei terreni contaminati. Il progetto punta a fare di Ravenna uno dei principali hub italiani della transizione ecologica.

Un’area industriale abbandonata trasformata in un centro dedicato all’economia circolare, alla gestione sostenibile dei rifiuti e alla produzione di energia rinnovabile. A Ravenna è stato completato il Comparto Ambientale, sviluppato da Eni e Hera attraverso le controllate Eni Rewind e Herambiente. Il progetto – da 100 milioni di euro – ha restituito nuova vita all’ex area di Ca’ Ponticelle, per anni al servizio del polo petrolchimico cittadino.
L’intervento ha interessato una superficie di circa 26 ettari e rappresenta uno dei più importanti progetti di economia circolare e di rigenerazione industriale realizzati negli ultimi anni in Emilia-Romagna. Il percorso è iniziato nel 2019 con le attività di bonifica e messa in sicurezza permanente dell’area e si concluderà operativamente nel luglio 2026 con l’avvio a pieno regime delle nuove infrastrutture ambientali.
Secondo Paolo Grossi, amministratore delegato di Eni Rewind, il progetto rappresenta un esempio concreto di come sia possibile coniugare risanamento ambientale e sviluppo industriale.
“Abbiamo trasformato l’area dismessa di Ca’ Ponticelle in una piattaforma ambientale capace di coniugare risanamento, riqualificazione produttiva e competitività industriale. Il Comparto Ambientale Ravenna è un esempio concreto di sviluppo sostenibile e auspichiamo possa diventare un modello replicabile in altre Regioni”.
Un nuovo polo per la gestione dei rifiuti industriali
Il cuore del comparto è la piattaforma HEA, nata dalla collaborazione tra Eni Rewind e Herambiente. L’impianto è dedicato al pre-trattamento dei rifiuti industriali solidi e liquidi provenienti dalle attività produttive e dagli interventi di bonifica ambientale.
Con una capacità di trattamento fino a 60.000 tonnellate l’anno, la struttura consente di effettuare operazioni di stoccaggio, riconfezionamento, triturazione e miscelazione dei materiali, con l’obiettivo di aumentare il recupero di materia e ridurre il ricorso allo smaltimento finale.
Per una provincia come Ravenna, tra le più industrializzate d’Italia, la disponibilità di nuove infrastrutture dedicate ai rifiuti speciali rappresenta un elemento strategico. L’impianto consentirà infatti di limitare il trasferimento dei materiali verso altre regioni o all’estero e di offrire alle imprese servizi più vicini e competitivi. Proprio su questo aspetto si è concentrato il commento di Andrea Ramonda, amministratore delegato di Herambiente.
“L’impianto HEA è progettato per massimizzare il recupero di materia ed energia e contribuisce a ridurre il divario infrastrutturale del Paese e i flussi di rifiuti esportati all’estero. Il progetto rafforza il ruolo di Ravenna come hub di riferimento per la circolarità al servizio del sistema industriale del Centro-Nord”.
Anche il sindaco di Ravenna, Alessandro Barattoni, ha evidenziato il valore strategico dell’iniziativa per il territorio.
“Da Ravenna si lancia un messaggio forte al Paese con un progetto che tiene insieme riconversione industriale e tutela ambientale. Questo è il modello che vorremmo segnasse la strada per il futuro: meno discariche, più recupero, più lavoro qualificato e investimenti nell’economia circolare”.
Accanto alla piattaforma HEA trova spazio anche il nuovo impianto di biorecupero di Eni Rewind, in grado di trattare fino a 80.000 tonnellate l’anno di terreni contaminati da idrocarburi provenienti da attività di bonifica. Attraverso processi biologici, i terreni recuperati potranno essere riutilizzati nei siti oggetto di risanamento, riducendo il consumo di nuove risorse.

Fotovoltaico e batterie per la transizione energetica
La riconversione dell’area non riguarda soltanto il trattamento dei rifiuti. All’interno del comparto è presente anche un impianto fotovoltaico realizzato da Plenitude, entrato in funzione nel 2024. L’impianto, da 6 MWp, occupa circa 11 ettari e ospita oltre 10.000 pannelli bifacciali installati su strutture mobili che seguono il movimento del sole durante la giornata, aumentando la produzione di energia.
A completare il progetto è arrivato nel 2026 un impianto sperimentale di accumulo basato su batterie a flusso di vanadio, una tecnologia innovativa che consente di immagazzinare l’energia prodotta dal fotovoltaico e utilizzarla quando necessario.
Con il Comparto Ambientale, Ravenna rafforza ulteriormente il proprio ruolo nel panorama energetico e industriale nazionale, candidandosi a diventare uno dei principali laboratori italiani dell’economia circolare, dove recupero delle risorse, innovazione e sostenibilità convivono all’interno di un’unica piattaforma industriale.






