Inaugurata MCE 2026. Paese partner, il Giappone. Il comparto HVAC+R è fatto di eccellenze che rappresentano un pilastro dell’economia italiana: il quinto settore manufatturiero per contributo al PIL. Uno snodo cruciale per il futuro del Paese e per la transizione ecologica.

Rho – Fiera Milano – “Inauguriamo oggi una manifestazione che esiste dal 1960, per celebrare una filiera che è motore della transizione ecologica del Paese” ha dichiarato Massimiliano Pierini, managing director di RX Italy, organizzatore di MCE.
“Negli ultimi 10 anni la filiera HVAC+R ha rappresentato un motore di crescita rilevante per il sistema-Paese, contribuendo in media all’aumento del PIL dell’1,4 per cento e alla crescita dell’occupazione del 2,3 per cento”.
Politiche di sostenibilità e industrializzazione sono sfide strategiche che non riguardano solo l’economia. “La transizione energetica è una sfida sociale. Non un lusso per pochi, ma uno strumento per tutelare il benessere di tutti. La nostra idea? Deve essere programmata e stabile”.
Oltre 1.600 aziende espositrici da più di 48 Paesi, 12 padiglioni occupati (tutti quelli disponibili a Rho – Fiera Milano), 120.000 visitatori attesi da tutto il mondo. Sono previste delegazioni ufficiali per 320 operatori esteri selezionati, provenienti da 39 Paesi.
Le fiere come MCE non sono semplici manifestazioni, sono piattaforme di diplomazia economica e acceleratori di innovazione. Non solo incontri, ma alleanze.
Il Paese Partner di MCE 2026 è il Giappone, che con l’Italia condivide minacce e opportunità simili. Tradizione e innovazione, dipendenza e apertura, sicurezza e sostenibilità: sfide globali da affrontare e vincere insieme, grazie al valore delle persone.
I pilastri della proposta MCE
Sono tre i pilastri sui cui si fonda la proposta presentata a MCE per la partita decisiva del nostro tempo, la transizione ecologica: stabilità normativa, capitale umano e innovazione.
- Stabilità normativa. Industria e mercato ne hanno bisogno per programmare investimenti e pianificare ammodernamenti. Anche la domanda deve essere stabile, per non destabilizzare i consumi.
- Capitale umano. Il 61 per cento delle aziende della filiera fatica a trovare personale qualificato.
- Innovazione tecnologica. Dal singolo prodotto a sistema integrato. L’edificio del futuro nasconde complessità tecnica nella facilità di utilizzo.
“Senza supporto strategico, mettiamo a rischio 13 miliardi di euro di valore aggiunto per la filiera e 45 miliardi per il Sistema Paese – ha concluso Pierini. Se sostenuta, la nostra filiera può generare altri 10 miliardi di euro di PIL aggiuntivo”.
“MCE non è solo una fiera: è un osservatorio privilegiato su un comparto strategico”. Questo il saluto di Renato Loiero, consigliere del Presidente del Consiglio, che ha proseguito sottolineando come il Governo ritenga il settore un pilastro fondamentale dell’economia. “Per l’Esecutivo viene prima la produzione e poi la redistribuzione delle risorse”.
Una filiera estesa, quella idrotermosanitaria. 83 miliardi di euro di fatturato 2024, un valore aggiunto pari a 27 miliardi di euro, oltre 400.000 occupati. “Ogni euro investito in questo settore ne attiva quasi tre nel resto dell’economia – ha concluso Loiero. Quello che gli economisti definiscono un alto rendimento sistemico”.






