Non c’è campione nel ciclismo che non abbia avuto nel suo gregario il fattore determinante della propria riuscita sportiva. Nella corsa verso la carbon neutrality, il miglior alleato delle rinnovabili è stato proprio il gas e la sua crisi, che ha permesso lo scatto forse definitivo delle FER.

Aumento determinato soprattutto dal fotovoltaico (+19 per cento su base annua), l’unico a raggiungere gli obiettivi di sviluppo previsti dal Governo tedesco con 6,1 GW di nuova capacità. Numeri che hanno portato il totale installato a circa 66 GW (il dato è aggiornato a fine novembre) e a 57,6 TWh di elettricità prodotta; solare che tra aprile e agosto ha visto la sua produzione superare quella delle centrali a carbone.
Se il fotovoltaico è cresciuto di più, quella eolica si è confermata – anche se con una piccola flessione – la principale fonte di elettricità, con 98,7 TWh generati onshore (grazie a una capacità installata di 58,2 GW) e 24,8 TWh da parchi offshore (8,1 GW la capacità installata), dei quali 20,8 TWh nel Mare del Nord e 4 TWh nel Mar Baltico.
Ha registrato un calo, dovuto a una estate particolarmente calda e secca, la produzione idroelettrica, scesa da 19 a 16 TWh a fronte di una capacità installata ferma a 4,94 GW. Piccola crescita segnata invece dalle centrali elettriche a biomassa che, con una capacità installata di 9,4 GW, hanno prodotto 42,2 TWh, spuntando un +0,4 TWh rispetto al 2021. Impianti rinnovabili che nel loro complesso nel 2022 hanno prodotto 244 TWh, rispetto ai 227 TWh dell’anno precedente (+7,4 per cento).
Numeri senza dubbio positivi, che non devono tuttavia far passare in secondo piano il contributo dato dal carbone, la cui produzione è aumentata per il terzo anno consecutivo anche per il minor apporto del nucleare, sceso di quasi 50 punti percentuali (da 65 a 33 TWh). Rispetto ai 99 TWh del 2021, le centrali a lignite hanno immesso nella rete tedesca 107 TWh; quelle a carbon fossile 56 TWh: erano 47 l’anno precedente.







