Nucleare in Italia, il disegno di legge articolo per articolo

Il passaggio in Senato non è stato ancora completato. Tuttavia, difficilmente il testo il disegno di legge delega sull’energia nucleare proposto dal Governo e approvato il 4 giugno 2026 dalla Camera dei Deputati dovrebbe cambiare. O meglio, risultarne stravolto.

Sul numero di Nuova Energia in distribuzione, Stefano Conti ricostruisce contenuti e implicazioni del disegno di legge delega sull’energia nucleare. Un’analisi articolo per articolo che aiuta a capire cosa cambierà davvero, e quando.

Un provvedimento di principi

Il provvedimento sull’energia nucleare, spiega Conti, non è – e non voleva essere – un testo organico né tanto meno di dettaglio, ma “un provvedimento di principi e orientamenti” a cui, dopo l’approvazione parlamentare, dovranno seguire uno o più decreti legislativi delegati: la delega andrà esercitata entro un anno.

Filiera industriale e ciclo di vita

L’articolo 1 affida al Governo il compito di disciplinare produzione e utilizzo di energia nucleare sostenibile, anche promuovendo una filiera industriale italiana ed europea. L’articolo 2 traccia una cornice normativa che copre l’intero ciclo di vita dell’energia nucleare, dalla programmazione allo smaltimento dei rifiuti.

Sostenibilità, Regioni e risorse

In linea con la tassonomia UE e gli standard IAEA, l’articolo 3 fissa i criteri di sostenibilità ambientale, richiamando esplicitamente l’articolo 9 della Costituzione sulla tutela delle future generazioni. L’articolo 4 introduce una clausola di salvaguardia per le Regioni a statuto speciale. L’articolo 5 stanzia le risorse per il triennio 2027-2029 a valere sul bilancio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

La scelta tecnologica

Sul piano tecnologico, il Governo ha indicato una preferenza per Small Modular Reactor (SMR, impianti da 50-300 MW assemblati in loco a partire da moduli prodotti in fabbrica) e Advanced Modular Reactor (AMR, reattori veloci di quarta generazione che riducono sensibilmente la produzione di scorie). Due tecnologie su cui la Commissione Europea ha lanciato nel 2024 un’Alleanza industriale per centrare i primi progetti entro il prossimo decennio.

Nucleare nel mondo

L’articolo firmato da Stefano Conti colloca la scelta italiana dentro un quadro globale in movimento. Secondo i dati più recenti dell’IAEA (l’Agenzia internazionale per l’energia atomica), nel mondo sono 31 i Paesi che esercitano impianti nucleari, con 419 reattori attivi (10 per cento dell’elettricità mondiale) e altri 62 in costruzione.

Nell’Unione Europea, 13 Paesi hanno generato nel 2023 619 miliardi di kWh da fonte nucleare – il 22 per cento dell’elettricità UE – con la Francia in testa (54 per cento della produzione nucleare comunitaria), seguita da Spagna, Svezia e Belgio.

L’analisi completa, articolo per articolo, è sul numero di Nuova Energia in distribuzione

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