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Stati Uniti, le pale eoliche preoccupano l’Air Force

Lo sviluppo degli impianti di generazione rinnovabile, in particolare modo quelli eolici, spesso trova resistenze da parte delle comunità che abitano i territori prescelti per la loro realizzazione. Fattori paesaggistici e uso del suolo sono tra le maggiori criticità. Negli USA l’opposizione arriva anche dall’Esercito.

L’Air Force ha chiesto al Congresso degli Stati Uniti di “proteggere le proprie basi missilistiche dalla proliferazione delle pale eoliche”. L’aeronautica statunitense teme infatti che il costante aumento delle turbine - di altezza e dimensione sempre maggiore - nei pressi delle basi militari renda pericolosi i voli, spesso effettuati a basse quote, degli elicotteri UH-1 Huey a controllo e difesa dei silos missilistici sotterranei. Senza dimenticare che le pale, quando sono in funzione, determinano anche rischiose turbolenze.


In particolare, dei 450 siti di lancio presi in esame dall’Air Force, ben 46 - tra cui l’importante base aeronautica di Malmstrom, dove sono ubicati i missili balistici intercontinentali Minuteman III - sono gravemente disturbati dalla presenza di installazioni eoliche, tanto che l’aviazione militare ha dovuto chiudere più della metà delle rotte intorno a queste basi.


Da qui la richiesta dell’Air Force di creare una zona cuscinetto di 2 miglia nautiche (circa 3,7 chilometri) intorno a ogni sito missilistico, presenti a centinaia tra Nebraska, Colorado, North Dakota, Montana e Wyoming.


Da notare che alcune delle moderne turbine hanno torri che raggiungono quasi i 200 metri di altezza, con diametro del rotore di 112 metri.

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