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In Messico stop and go per le rinnovabili

La gestione di fonti energetiche non programmabili, come sole e vento, è uno degli aspetti più importanti per la sicurezza e la stabilità delle reti elettriche. In Messico, per ovviare a possibili problemi di overgeneration il Centro Nacional de Control de Energía (CENACE), l’ente pubblico che esercita il controllo operativo del sistema elettrico nazionale, ha preso a fine aprile 2021 una decisione drastica e spiazzante.


In un mondo che volge alla produzione di energia green ha scelto di sospendere le connessioni alla rete di nuovi parchi solari ed eolici fino a nuovo avviso, motivando la decisione proprio con l’intermittenza di generazione che avrebbe potuto compromettere l’affidabilità del sistema elettrico.


Ora, un Tribunale messicano ha impugnato la delibera, ordinando a CENACE di riavviare i test di funzionalità già previsti per 23 nuovi impianti di energia rinnovabile. Responsabile della formulazione dei programmi di ampliamento e ammodernamento della rete di trasmissione nazionale e delle reti di distribuzione generale il Centro Nacional de Control de Energía ha quindi formalizzato con l’Università di Sonora (UNISON) un accordo generale di collaborazione accademico-istituzionale per rafforzare le conoscenze e le competenze per lo sviluppo di modelli di previsione della domanda di energia elettrica.

Secondo il bilancio energetico nazionale, rilasciato dalla Secretaria de Energia del governo messicano (SENER), la produzione da FER è passata dal 12,80 per cento del 2018 al 12,33 per cento del 2019.