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In Polonia le aste premiano solo il solare

Non siamo soli. Almeno per quanto riguarda l’andamento delle aste, che anche in Polonia non raggiungono i risultati sperati, aggiudicando solo 618 MW di energia da fonte rinnovabile. Un male comune, che testimonia come la strada verso la decarbonizzazione sia tutt’altro che in discesa.

L’Ufficio di regolamentazione dell’energia del Paese baltico (URE) ha infatti annunciato che delle sette aste tenutesi a novembre 2023, solamente due hanno raccolto delle proposte. In particolare, l’asta per impianti fotovoltaici ed eolici con capacità fino a 1 MW ha visto aggiudicato meno dell’11 per cento della quantità totale offerta (11,25 TWh), per 413 milioni di zloty (circa 95.000 euro) a fronte di un valore totale di oltre 3,8 miliardi di zloty.


Le offerte vincitrici, che hanno riguardato solo progetti fotovoltaici, consentiranno lo sviluppo di impianti per una capacità complessiva di 123 MW. L’asta dedicata a progetti sopra il 1 MW, che metteva in vendita un volume totale di elettricità di 21,75 TWh per un valore di 6,2 miliardi di zloty (circa 5 miliardi di euro), ha invece visto l’aggiudicazione di soli 4,7 TWh, pari al 22 per cento della quota offerta. L’esito dell’asta consentirà di sviluppare impianti fotovoltaici per una capacità totale di 471 MW e parchi eolici onshore per 24,5 MW.


L’URE ha anche annunciato che cinque aste riguardanti lo sviluppo di impianti idroelettrici, geotermici, a biogas e a biomassa non si sono svolte a causa di offerte insufficienti. Nel corso del 2023 l’URE ha messo in vendita 88 TWh di energia rinnovabile, per un valore di oltre 40,8 miliardi di zloty; con le aste ne sono stati aggiudicati solo circa 6 TWh, pari al 6,8 per cento della quota offerta e un valore di poco inferiore ai 2 milioni di zloty. Il 98 per cento ha riguardato impianti fotovoltaici. 

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