Geotermia, a Sumatra nuovo impianto da 80 MW

Il potenziale geotermico dell’Indonesia è stimato in circa 23,7 GW, uno dei maggiori al mondo. Dopo anni di ritardi burocratici, è stata avviata a Sumatra la seconda fase del progetto Muara Laboh, che prevede la perforazione di nuovi pozzi e l’aggiunta di una centrale geotermica da 80 MW, la cui entrata in funzione è prevista nell’ottobre 2027.

Un esemplare di tigre di Sumatra, la più piccola tra tutte le sottospecie di tigri ancora esistenti

La nuova unità andrà ad affiancare quella da 86 MW, già operativa dal 2019, raggiungendo una capacità complessiva di 166 MW; insieme, le due unità geotermiche saranno così in grado di soddisfare il fabbisogno di circa 760.000 famiglie. Il progetto prevede in futuro una ulteriore fase, con l’installazione di una terza unità da 60 MW.

Per il nuovo impianto è stata utilizzata una tecnologia a “doppio flash”: con un’efficienza maggiore, permetterà di sfruttare al meglio le riserve geotermiche esistenti. Inoltre, grazie alle infrastrutture di supporto già realizzate nella prima fase del progetto, la costruzione della nuova sezione sarà più rapida e meno onerosa.

L’impianto di Muara Laboh è strategico per la rete elettrica di Sumatra; il complesso è infatti collegato al corridoio di trasmissione che si estende da Lampung ad Aceh e contribuisce alla stabilità della fornitura anche nelle province di Riau e nel Nord Sumatra. Con la sola prima unità soddisfa il fabbisogno di circa 440.000 famiglie.

Tuttavia, per sviluppare in pieno il potenziale geotermico, gli operatori del settore chiedono incentivi mirati e un adeguamento delle tariffe. Attualmente, l’Indonesia ha una capacità geotermica installata di 2,74 GW.

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