Salvatore Pinto è il nuovo presidente di Elettricità Futura. L’assemblea dell’associazione che riunisce le principali imprese elettriche italiane lo ha eletto a larga maggioranza. Nominati anche dieci vicepresidenti – con Renato Mazzoncini (A2A) vicario – e tre vicepresidenti aggiunti.

Cambio alla guida di Elettricità Futura, la principale associazione del settore elettrico italiano. L’assemblea dei soci, riunita a Roma, ha eletto a larga maggioranza Salvatore Pinto nuovo presidente EF, chiamato a succedere a Gianni Vittorio Armani che aveva lasciato l’incarico dopo la nomina ad amministratore delegato di Endesa nell’aprile 2026. La designazione di Pinto era già stata approvata all’unanimità dal Consiglio generale dell’associazione lo scorso 21 luglio.
Chi è il nuovo presidente
Laureato in Ingegneria elettronica, Salvatore Pinto ha costruito una carriera internazionale in gruppi industriali come Telecom Italia, Pirelli e Olivetti. Nel settore energetico è presidente di Axpo Italia, di cui è stato amministratore delegato dal 2009 al 2015. È anche fondatore e presidente di Green Energy Storage, start up attiva nello sviluppo di sistemi innovativi di accumulo. Il profilo di Pinto si colloca all’incrocio tra esperienza manageriale consolidata e attenzione alle tecnologie emergenti per la transizione energetica.
“Il completamento della transizione? Una necessità per l’Italia”
Commentando l’elezione, Pinto si è detto “orgoglioso di assumere la presidenza di Elettricità Futura con un così ampio consenso da parte degli associati”. Al contempo, ha sottolineato “la fase di grande complessità che il settore sta attraversando sul piano geopolitico”. Complessità affiancata tuttavia da una profonda evoluzione tecnologica “che offre enormi opportunità di sviluppo”.
Il neopresidente ha indicato la transizione energetica come priorità del proprio mandato, legandola alla competitività del Sistema Paese e alla sicurezza degli approvvigionamenti.
“Il completamento della transizione energetica è una necessità per l’Italia, per rafforzare la competitività del Paese, la sicurezza e l’autonomia degli approvvigionamenti e accompagnare la decarbonizzazione dell’economia. È un passaggio fondamentale, che richiede il contributo di tutti gli stakeholder e un confronto costante tra imprese, Istituzioni e territori”.
Pinto ha infine delineato il ruolo che intende far svolgere all’associazione nel confronto con le controparti istituzionali, (“Elettricità Futura è pronta a svolgere pienamente il proprio ruolo”), favorendo il dialogo e “contribuendo a individuare soluzioni concrete per superare gli ostacoli che ancora frenano questo percorso”.
Una grande squadra
Insieme al nuovo presidente, l’assemblea ha approvato la nomina di dieci vicepresidenti: Renato Mazzoncini (A2A) designato vicepresidente vicario, Guido Bortoni (Cesi), Andrea Ghiselli (TTEP Italia), Francesca Gostinelli (Enel Italia), Stefano Granella (Dolomiti Energia), Monica Iacono (Engie Italia), Paolo Luigi Merli (Erg), Nicola Monti (Edison), Pietro Pacchione (Delos Service) e Hannelore Rocchio (Eni). Completano la squadra tre vicepresidenti aggiunti: Alessandro Cecchi (Iren), Luca Conti (E.ON) e Simone Togni (IVPC Service).
Sul piano statutario, la carica di presidente – così come quella dei vice presidenti, il cui mandato coincide – ha una durata di quattro anni, salvo cessazione anticipata.
Un avvicendamento non programmato
L’elezione di Pinto arriva al termine di un passaggio non programmato ai vertici dell’associazione. Armani era stato designato presidente di Elettricità Futura nel dicembre 2024, succedendo ad Agostino Re Rebaudengo (presidente dal 2020 al 2024, con un’estensione di due anni del mandato concessa nel 2022 per recuperare il tempo sottratto dall’emergenza pandemica). Lo scorso aprile, tuttavia, Armani è stato nominato amministratore delegato di Endesa, rendendo necessaria l’individuazione di un successore all’interno dell’associazione.
Con l’elezione di Pinto, Elettricità Futura si prepara ad affrontare i prossimi quattro anni in un contesto segnato da forte volatilità dei prezzi energetici, tensioni geopolitiche internazionali e un percorso di decarbonizzazione che resta al centro dell’agenda del settore elettrico italiano.






