The Donald, l’Apprendista stregone

Nel consueto appuntamento con Fil di lama, Giuseppe Gatti firma una riflessione senza concessioni sulle contraddizioni che emergono nella strategia dell’Amministrazione Trump. L’analisi parte da un dato che appare sempre più evidente: Washington sembra muoversi senza una linea strategica definita.

DONALD TRUMP PRESIDENTE USA

Dal regime change alla resa incondizionata, fino al ritorno al tavolo negoziale, la Casa Bianca appare intrappolata in una spirale di decisioni che rischia di produrre effetti opposti rispetto a quelli inizialmente immaginati. Nel suo editoriale, Gatti richiama la figura dell’Apprendista stregone di Goethe per descrivere una crisi che potrebbe sfuggire di mano agli stessi attori che l’hanno provocata.

Il cuore della riflessione riguarda le ripercussioni energetiche ed economiche: il ruolo cruciale dello Stretto di Hormuz, la vulnerabilità delle catene di approvvigionamento di petrolio e gas, il peso crescente della raffinazione nel Golfo e il rischio di una nuova ondata inflazionistica globale. Sullo sfondo emerge anche la posizione della Cina, sempre più centrale negli equilibri asiatici, mentre l’Europa sembra ritrovare compattezza proprio di fronte alla crisi mediorientale.

Con lo stile diretto e provocatorio che caratterizza il “Fil di lama”, Gatti intreccia energia, politica internazionale ed equilibri economici globali, offrendo una lettura fuori dagli schemi di una delle crisi più delicate degli ultimi anni.

E.B.

Leggi un estratto dell’articolo su Nuova Energia

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