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Riscaldare le nostre case con l’idrogeno: sogno o realtà?

Terminata con successo la fase di sperimentazione, al via la prima linea produttiva in Italia di caldaie a idrogeno puro per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria.

In Europa, il 36 per cento delle emissioni di CO2 sono dovute a come riscaldiamo le nostre abitazioni.

Basta questo dato per capire come uno degli step indispensabili per raggiungere - o avvicinare, sarebbe già un grande traguardo - gli obiettivi previsti dal Fit for 55 sia proprio intervenire sull’alimentazione energetica delle nostre case.

Quali soluzioni adottare?


Ricerca e sviluppo tecnologico offrono sempre maggiori soluzioni nel segno dell’efficienza e della sostenibilità e un aiuto potrebbe ora arrivare dall’idrogeno, da impiegare non solo per muovere mezzi pesanti o alimentare turbine, ma anche per il semplice riscaldamento domestico.


La UE, attraverso il progetto REPower EU, sostiene infatti la realizzazione di progetti pilota per la produzione e il trasporto di idrogeno verde e la realizzazione di nuove infrastrutture ibride gas/idrogeno con l’obiettivo di arrivare a 20 milioni di tonnellate di H2 verde entro il 2030, aggiungendone 15 ai 5 previsti già nel Fit for 55.


In linea con le più recenti e sfidanti politiche europee, Baxi - azienda leader nella produzione di sistemi di climatizzazione smart - ha ora inaugurato la prima linea produttiva di caldaie domestiche a idrogeno puro in Italia.


Frutto di un progetto partito nel 2016, ha visto positivi test sul campo con l’impianto pilota di Rozeburg (Olanda) nel 2019, seguiti da altri in Gran Bretagna, Francia e Germania.


“La ricerca di soluzioni efficienti ed eco-compatibili - ha dichiarato Alberto Favero, direttore generale di Baxi - è da sempre nel nostro DNA e in piena sintonia con gli obiettivi di Gruppo. Nel 2010 siamo stati pionieri nel proporre al mercato i sistemi ibridi, in cui diverse tecnologie e fonti energetiche interagiscono per fornire soluzioni complete ed energeticamente efficienti. Ora cogliamo la nuova sfida della caldaia a idrogeno che ci proietta verso il futuro del comfort ambientale a impatto zero”.

La nuova caldaia, certificata premiscelata a idrogeno puro e che prevede installazione e messa in servizio del tutto simili a quella alimentata con combustibili convenzionali, garantisce la stessa efficienza termica delle caldaie a condensazione a gas naturale e coniuga l’elevata efficienza alla tutela ambientale. Sostenibilità che accompagna la caldaia a idrogeno fino dalla sua nascita.


L’energia elettrica utilizzata per la produzione proviene infatti in larga parte dai 6.200 metri quadri di pannelli fotovoltaici che coprono il tetto dello stabilimento di Bassano del Grappa, e l’idrogeno usato per testare le caldaie è prodotto per elettrolisi in una struttura creata appositamente nell’area esterna al fabbricato.


Prossima fase? La commercializzazione e l’installazione in Europa di almeno 500 caldaie collegate alla rete entro il 2023, permettendo così un risparmio in termini di emissioni di 1.800 tonnellate/anno di CO2.


In attesa che la normativa lo consenta anche nel nostro Paese.



Massimo Ventura