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Re Rebaudengo: “Si possono allacciare 85 GW di rinnovabili al 2030”

Presentato a Roma il Piano 2030 del settore elettrico: le opportunità per la filiera italiana, lo studio di Enel Foundation realizzato in collaborazione con Elettricità Futura e Althesys.

Il presidente di Elettricità Futura, Agostino Re Rebaudengo, con il Ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, il Ministro delle Imprese Adolfo Urso, e l'amministratore delegato di Enel Francesco Starace. Foto ImagoEconomica

Il contesto geopolitico spinge verso la transizione ecologica e l’innovazione tecnologica. La sfida non è solo decarbonizzare il sistema elettrico ma anche sviluppare un comparto manifatturiero che sia in grado di realizzare le infrastrutture necessarie alla transizione.


Il Piano 2030 del settore elettrico: le opportunità per la filiera italiana realizzato da Enel Foundation in collaborazione con Elettricità Futura e Althesys parte dall’analisi della dimensione attuale della filiera rinnovabile in Italia per analizzarne potenzialità e benefici per il Sistema Italia, oltre a valutare quali azioni servono per favorirne lo sviluppo.


“Serve aggiornare il PNIEC, rafforzare gli uffici dedicati al permitting a livello nazionale, regionale e comunale - ha sottolineato Agostino Re Rebaudengo, presidente di Elettricità Futura - per produrre più energia sfruttando il potenziale delle rinnovabili. Il Piano elettrico al 2030 prevede di allacciare alla rete 85 GW di FER e 80 GWh di capacità di accumulo di grande taglia”.

Un Piano che prevede oltre 360 miliardi di euro di benefici economici, in termini di valore aggiunto per filiera e indotto, con 540.000 nuovi posti di lavoro nel settore elettrico e nella sua filiera. Se venissero raggiunti gli obiettivi previsti, sarebbe possibile la riduzione dell’import di gas di 160 miliardi di metri cubi nei prossimi 8 anni, con un risparmio di 110 miliardi di euro (al prezzo medio di gennaio 2022).


“L’elettrificazione dei consumi energetici - ha dichiarato Francesco Starace, amministratore delegato di Enel - è la partita da giocare nel prossimo decennio e le reti sono fondamentali. Grazie alla digitalizzazione, l’Italia ha oggi il più grande numero di impianti connessi alla rete di distribuzione in Europa”.

Bisogna spingere sui punti di forza della nostra industria e sfruttare la tecnologia per permettere al nostro Paese di diventare più indipendente energeticamente.


“Siamo a un punto di svolta - ha evidenziato Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Arrivare a 85 GW al 2030 significa innanzitutto autorizzazioni, e al Ministero stiamo lavorando per sbloccare quelle procedure, spesso farraginose, che rallentano progetti e investimenti”.

Ma se l’industria italiana è particolarmente performante nelle tecnologie green, come dimostra il nuovo impianto di Enel a Catania per la produzione di pannelli solari o quello di STM per i semiconduttori, bisogna mettere in campo azioni - anche politiche - per risolvere il problema dell’approvvigionamento dei cosiddetti raw materials.


“Italia ed Europa - ha concluso Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy - devono lavorare insieme per una piena sovranità energetica e tecnologica, mirando a un’autonomia sul fronte delle materie prime fondamentali. Tutti i Dicasteri agiscono all’unisono per coniugare ambiente e industria nella sostenibilità del Sistema Paese”.

Il 2050 è dietro l’angolo. Dopo studi, previsioni e stime ora serve agire.


Massimo Ventura


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