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Parlare di atomo (e dei suoi costi) in UK non è tabù

Il nuovo Piano energetico annunciato nelle scorse settimane dal governo inglese prevede per l’energia nucleare un ruolo importante nel mix energetico britannico. Insieme a un ulteriore forte sviluppo dell’eolico offshore, proprio l’atomo sarà protagonista di quella che si preannuncia come una “rivoluzione industriale verde”.


Almeno al di là della Manica, quindi, riprende vigore il dibattito sul ruolo del nucleare nel percorso verso la transizione energetica; rimane da capire però a quali costi.

Il team di ricerca guidato da Marko Aunedi, ricercatore dell’Imperial College of London per il programma di sviluppo integrato di sistemi energetici a basse emissioni di carbonio (IDLES), ha quindi esaminato il caso economico e tecnico dell’energia nucleare come parte del mix energetico nel Regno Unito. In particolare, lo studio ha rilevato che per essere anche finanziariamente sostenibile, il costo dell’energia nucleare dovrebbe essere inferiore di almeno il 30 per cento rispetto al prezzo dell’elettricità del progetto Hinkley Point C attualmente in costruzione in Gran Bretagna, che ha un contratto di 35 anni a 92,5 sterline/MWh.


L’analisi, che fa parte di una più ampia ricerca sulle tecnologie di generazione e stoccaggio che possono contribuire a ottenere un sistema elettrico a zero emissioni di carbonio per l’Inghilterra, è stata realizzata utilizzando il Whole-Electric System Investment Model (WeSIM). WeSIM è un modello completo di analisi del sistema elettrico che riesce a definire quali siano gli investimenti economici ottimali per la generazione, la capacità di stoccaggio dell’energia e le risorse di rete, garantendo al contempo il bilanciamento in tempo reale della domanda e dell’offerta e il rispetto degli standard di sicurezza.

Inoltre, Il modello genera scenari basati su diverse ipotesi sull’evoluzione della domanda, tenendo conto dei costi tecnologici futuri, la misurazione di tutti i gas serra (GHG) associati allo scenario e la capacità di interconnessione tra Inghilterra ed Europa continentale.

L’energia nucleare genera attualmente circa il 20 per cento dell’elettricità della Gran Bretagna, con le centrali attualmente operative che forniscono una capacità combinata di circa 9 GW. I risultati dello studio realizzato dal team di ricercatori dell’Imperial College of London con il metodo WeSIM saranno ora di supporto al governo inglese nell’ambito degli accordi per la costruzione di una nuova centrale nucleare nel Suffolk, il progetto Sizewell C, che fornirebbe 3,34 GW di elettricità.