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In soli cinque anni la Danimarca abbatte le emissioni di CO2 del 34 per cento

L’ultimo Energy and Climate Outlook (DECO20) rilasciato dalla Danish Energy Agency ha

evidenziato ulteriormente come il Paese nordeuropeo sia ormai avviato a raggiungere

l’obiettivo dell’indipendenza da combustibili fossili nel 2050; forse, anche con anticipo

rispetto ai tempi previsti.


I dati mostrano infatti che nel 2020 la quota di energia generata da eolico e solare è stata poco più del 50 per cento e si stima che già nel 2030 la produzione da fonti rinnovabili sarà sufficiente a coprire tutto il consumo della Danimarca.

Una crescita spinta anche dagli ambiziosi Piani del governo danese, che includono ad esempio la creazione di due vere e proprie isole energetiche, che amplieranno la capacità

della Danimarca fungendo da hub per parchi eolici offshore. In particolare, un’isola artificiale sarà realizzata nel Mare del Nord e sarà in grado di fornire 3 GW di energia, ma con un potenziale di espansione a lungo termine di 10 GW. Una seconda verrà invece creata nel Mar Baltico, al largo della costa di Bornholm, e fornirà ulteriori 2 GW di energia.

Il costante aumento della generazione da rinnovabili sta ovviamente comportando anche un minore rilascio di CO2 ; sempre secondo la Danish Energy Agency, ente che fa parte del Ministero del clima, dell'energia e dei servizi pubblici, le emissioni sono calate in soli cinque anni del 34 per cento e nel solo 2020 del 12,4 per cento. Fanno, purtroppo, da contraltare i dati che arrivano dal lontano oriente: in Cina, infatti, nel 2020 le emissioni di gas serra sono aumentate dello 0,8 per cento.