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Il Camerun scommette sulle mini-centrali idroelettriche

Aumentare l’accesso all’energia elettrica nei Paesi africani seguendo contestualmente la strada della decarbonizzazione. Una scelta vincente può essere rappresentata anche dallo sviluppo di piccoli impianti idroelettrici (HPP).

Aumentare l’accesso all’energia elettrica nei Paesi africani seguendo contestualmente la strada della decarbonizzazione. Una scelta vincente può essere rappresentata anche dallo sviluppo di piccoli impianti idroelettrici (HPP).


In Camerun è stata inaugurata la centrale di Mbakaou, da 1,4 MW, una mini-centrale finanziata dal Ministero dell’Acqua e dell’Energia e dall’Agenzia per l’Elettrificazione Rurale.

L'impianto sarà collegato - grazie a una rete lunga 10 km - a sei villaggi adiacenti, consentendo così di soddisfare il fabbisogno energetico di 500 famiglie nella regione di Adamawa, la terza più grande del Paese.


Una volta pienamente operativo, l’impianto di Mbakaou, la cui capacità potrebbe essere portata fino a 2,8 MW, consentirà inoltre di mettere fuori servizio la centrale termoelettrica di Tibati, riducendo le emissioni di CO2 di 4.893 tonnellate ogni anno.


Il ministero dell’Acqua e dell’Energia del Camerun sta inoltre sviluppando, in collaborazione con l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA), un Master Plan che costituirà una guida per la pianificazione energetica del Paese per raggiungere l’obiettivo del 25 per cento di FER nel mix al 2035.


Sempre secondo IRENA, la capacità installata dei piccoli impianti idroelettrici (HPP) in Camerun è aumentata tra il 2012 e il 2021 di 83 MW.