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Biometano da acque reflue, in Australia evitate 11.000 tonnellate di CO2

Se economia circolare vuol dire non buttare nulla ma riutilizzare e rigenerare, anche i fanghi di depurazione possono tornare utili, in questo caso a fini energetici. In Australia è stato infatti presentato il primo progetto del Paese per la produzione di biometano dal trattamento delle acque reflue da immettere direttamente nella rete gas.

Con un costo di 14 milioni di dollari, dei quali 5,9 milioni sovvenzionati dall’Agenzia australiana per le energie rinnovabili (ARENA), la produzione di biometano avverrà presso l’impianto di trattamento delle acque reflue di Malabar, a sud di Sydney.

Una volta ottenuto, sarà immesso nella rete di distribuzione del gas del New South Wales (NSW), la più grande in Australia, con circa 1,4 milioni di clienti.


Tramite un processo di upgrade del biogas, ottenuto grazie a un impianto di digestione anaerobica (AD) presso il Malabar Waste Water Treatment Plant (WWTP), saranno rimossi i gas diversi dal metano, l’anidride carbonica e i contaminanti delle acque reflue, affinché il flusso di biometano risultante soddisferà la specifica standard del gas australiano (A4564:2020) e possa quindi essere immesso nella rete esistente.


Grazie a questo impianto, che sarà completato nel terzo trimestre del 2022 e dovrebbe iniettare in rete il primo flusso di biometano entro la fine dell’anno, sarà evitata l’emissione di almeno 5.000 tonnellate di CO2 ogni anno - l’equivalente di circa 4.500 auto tipo fuori strada.


Emissioni evitate che potrebbero arrivare a 11.000 tonnellate/anno se sfruttato nella sua piena potenzialità, dando un contributo significativo al programma Net Zero del governo del NSW, che punta a ridurre le emissioni del 35 per cento entro il 2030 rispetto ai livelli del 2005.


Secondo la Bioenergy Roadmap del governo australiano, pubblicata nel novembre del 2021, il settore delle bioenergie potrebbe contribuire a creare 26.000 posti di lavoro, generare circa 10 miliardi di dollari in più di Pil l’anno, ridurre le emissioni di circa il 9 per cento e diminuire di un ulteriore 6 per cento i rifiuti conferiti in discarica.