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Anche il climate change incide sul mix delle rinnovabili

Il cambiamento climatico non solo impatta fortemente sull’andamento dei prezzi dell’energia, ma incide anche sul mix energetico rinnovabile. A giugno le temperature torride hanno fatto registrare un meno 38 per cento di produzione da idroelettrico e hanno spinto il PUN - Prezzo Unico Nazionale a 271,31 euro/MWh, con punte di 368 euro/MWh.

Quello che emerge scorrendo il report dei prezzi del secondo trimestre 2022 redatto da Falck Renewables Next Solutions è proprio il rapporto biunivoco tra rinnovabili e cambiamento climatico. Nonostante l’aumento delle installazioni e il maggiore irradiamento solare abbiano portato a un aumento del 20 per cento della produzione fotovoltaica, la siccità record - la peggiore degli ultimi 70 anni in Europa - ha fatto mancare l’apporto hydro tra maggio e giugno, periodo in cui solitamente questo è più marcato.


Il crollo dell’idroelettrico - con un calo di 2.100 GWh - ha fatto sì che a giugno il Residual Load - ovvero lo scarto tra la domanda e la produzione rinnovabile - si attestasse a 13.655 GWh, 2.000 GWh in più rispetto alla media degli ultimi cinque anni (2018 - 2022).


Anche il perdurare della guerra in Ucraina continua a incidere in maniera significativa sul mercato dell’energia, confermando il trend generale di crescita dei prezzi con il conseguente aggravio dei costi per gli utenti finali.


“Siamo tutti consapevoli della centralità delle rinnovabili nello sviluppo di una società più sostenibile e nel contrasto al cambiamento climatico” dichiara Luca Prosdocimi, Head of Trading di Falck Renewables Next Solutions. “Ciò che emerge con chiarezza è come questo rapporto sia biunivoco, ossia quanto il cambiamento climatico possa a sua volta modificare il nostro modo di produrre energia”.

I dati del report diventano ancora più significativi se riflessi nell’ottica delle previsioni al rialzo sul terzo trimestre 2022. Con un livello di tensione così alto tra gli operatori, dove ogni news ha un impatto spropositato sui prezzi delle commodity energetiche, è difficile immaginare un autunno privo di volatilità e incertezza.