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L’indipendenza passa dal tubo (del gas): in Romania arriva dal Mar Nero

Negoziare nuovi contratti, aumentare la produzione locale e procedere con nuove esplorazioni. Queste le strategie messe in campo dai Paesi della UE per sostituire le forniture di gas naturale provenienti dalla Russia.

La Romania, uno degli Stati europei che meno dipendono dal gas di Mosca, ha deciso di accelerare i progetti di esplorazione in corso nel Mar Nero.


In particolare, il primo ministro Nicolae Ciuca ha annunciato per la metà del 2022 la prima trivellazione per l'estrazione di gas nel giacimento Ana, nel perimetro Midia.


Situata a circa 120 chilometri dalla costa, la piattaforma offshore - la prima installata in Romania negli ultimi 30 anni - sarà collegata con un gasdotto di 126 chilometri a un nuovo impianto di trattamento del gas sulla costa, nel comune di Corbu.


Lo sfruttamento di questo giacimento, che si stima dovrebbe fornire 1 miliardo di metri cubi/anno, potrebbe soddisfare il 10 per cento del consumo di gas del Paese.


Sempre nel Mar Nero, sono in corso le esplorazioni nel giacimento Doina, nel perimetro Neptun Deep, che dovrebbe fornire gas dal 2026.


Si stima che il volume di gas naturale nei perimetri di esplorazione romeni nel Mar Nero, Midia e Neptun Deep, sia di 200 miliardi di metri cubi.


Il primo ministro Ciuca ha inoltre annunciato che proseguono i colloqui con il primo ministro bulgaro sul completamento dell’interconnessione tra Grecia e Bulgaria, che consentirebbe tra l’altro di beneficiare del GNL stoccato nei terminal greci o turchi.