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Edifici full electric e autoconsumo: in laboratorio RSE sperimenta il futuro

Presentato il nuovo progetto di ricerca RSE in collaborazione con il Comune di Terni e con Terni Distribuzione Elettrica. Scopo dell’iniziativa: individuare soluzioni efficienti per la climatizzazione degli edifici e l’elettrificazione dei consumi, valorizzando il contributo dell’autoproduzione da fonti rinnovabili.

Elettrificazione dei consumi, produzione e utilizzo di energia da FER, innovazione tecnologica. Questi gli ingredienti del progetto di ricerca di RSE - Ricerca sul Sistema Energetico che vedrà protagonista l’utente finale.

Il cittadino diventerà parte attiva del processo di transizione energetica e sarà messo nelle condizioni non solo di gestire al meglio i propri consumi, ma anche di interagire con la rete elettrica (fornendo, ad esempio, servizi di flessibilità ottenendo un ritorno economico) e con altri utenti, come nel modello delle Comunità Energetiche o dell’autoconsumo collettivo.


Un vero e proprio cambio di paradigma, capace di soddisfare gli attuali e futuri bisogni dell’utente, che deve essere posto al centro del processo e con un ruolo sempre più attivo. Un approccio - quello alla base del progetto di RSE - che sia in grado di promuovere la transizione verso soluzioni più efficienti e sostenibili per l’ambiente, individuando nel contempo un modello che possa essere esportato anche in altri territori.


“Ogni anno, per garantire la climatizzazione dei circa 13 milioni di edifici presenti oggi in Italia si utilizza circa il 60 per cento dell’energia consumata nel settore residenziale. Questo bilancio - ha commentato Marco Borgarello, responsabile RSE Gruppo di Ricerca Efficienza Energetica - è correlato alla significativa vetustà del parco edilizio che per oltre il 65 per cento ha più di 45 anni e in circa il 40 per cento dei casi è in classe energetica G”.

A ciò si aggiunge una presenza dominante di sistemi di generazione a combustibili fossili e una certa difficoltà da parte della popolazione ad assumere comportamenti coerenti con un uso consapevole ed efficiente dell’energia. Da questi spunti è partito il lavoro di RSE, iniziato in territorio ternano nel 2014 con il progetto SINCLER (Sistema Integrato di Climatizzazione Efficiente e Rinnovabile), che anticipava le prescrizioni di legge riguardo gli standard prestazionali degli edifici NZEB (Nearly Zero Energy Buildings) a consumo quasi zero.


Nel laboratorio SINCLER è stato sviluppato e testato un sistema di climatizzazione che, attraverso l’utilizzo integrato di una pompa di calore reversibile ad aria con pannelli solari ibridi (fotovoltaico più termico), di un sistema efficiente di distribuzione, controllo e recupero del calore, permette di utilizzare oltre l’80 per cento di energia da fonti rinnovabili, riducendo di oltre il 75 per cento i consumi di combustibili fossili rispetto a un sistema tradizionale.


Presso la sede di RSE è stato invece realizzato il laboratorio EffE - Efficienza Energetica, attrezzato per simulare le prestazioni di un edificio full electric rappresentativo delle abitazioni del futuro, in cui tutti i servizi, compresa la climatizzazione e la cottura dei cibi, saranno assicurati dal vettore elettrico.


L’attività ha portato allo sviluppo di SEM - Smart Energy Manager - un sistema per la gestione energetica degli edifici che, utilizzando tecniche di Machine Learning e di Controllo Predittivo, permette di ottimizzare i consumi, minimizzando il prelievo di energia dalla rete e massimizzando le prestazioni dell’impianto di climatizzazione e l’autoproduzione.

Le sperimentazioni hanno mostrato che SEM raddoppia l’autoconsumo al 30-35 per cento, in funzione delle condizioni climatiche e delle condizioni di comfort, rispetto a un sistema di controllo tradizionale (che si attesta al 17-19 per cento).


Valutazioni effettuate in tre città rappresentative (Milano, Roma, Palermo) hanno permesso di stimare che con l’utilizzo di SEM si possono conseguire risparmi dal 10 al 14 per cento sul costo dell’energia, rispetto all’uso di un sistema di controllo tradizionale. Insomma, coniugare sostenibilità, sviluppo economico e inclusione sociale non rappresenta un traguardo ideale.

Grazie alla ricerca, diventa possibile.