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Decreto Biometano, c’è l’accordo con l’UE. Spunta il 40% di conto capitale

Il Parlamento europeo ha approvato la tassonomia che prevede finanziamenti per attività legate a gas e nucleare considerate strategiche per la transizione. In questo quadro, assumono maggiore rilevanza le dichiarazioni di Giovanni Perrella, membro della segreteria tecnica del Dipartimento energia del Mite, riguardo il Decreto Biometano.

Il tanto atteso Decreto Biometano - l’atto redatto dal ministero della Transizione ecologica per promuovere il biometano attraverso la costruzione di nuove infrastrutture o il revamping o repowering degli impianti di biogas agricolo esistenti - da novembre 2021 sul tavolo a Bruxelles, sembra in dirittura d’arrivo.


È Giovanni Perrella - membro della segreteria tecnica del Dipartimento energia del Ministero della Transizione Ecologica (Mite) - a renderlo noto intervenendo al convegno per la presentazione del Rapporto annuale sull’innovazione energetica organizzato da I-Com.

Perrella ha anticipato che le problematiche tecniche sono state risolte ed entro l’autunno dovrebbero partire le prime aste di emissione. Gli incentivi saranno molto vantaggiosi e includeranno il 40 per cento di contributi in conto capitale.


“Abbiamo chiuso gli aspetti tecnici con la DG Competition, ormai non ci sono più ostacoli sulla scrittura. Contiamo di avere la posizione definitiva entro fine luglio, successivamente verrà firmato il decreto. Poi ci saranno i 60 giorni per l’approvazione da parte della Corte dei Conti e sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Ci aspettiamo che per settembre-ottobre partano le prime aste”.

“Nel frattempo – prosegue Perrella - stiamo andando avanti con le procedure operative del GSE e quelle delle garanzie d’origine, dopo che anche ARERA ha dato le sue indicazioni. Stiamo procedendo su tutta la legislazione di base necessaria per poter partire con il nuovo decreto. Gli incentivi saranno molto vantaggiosi e dovrebbero dare un boost forte allo sviluppo del biometano nei prossimi anni”.


Nella cornice del convegno di presentazione dell’ultima edizione del Rapporto dell’Osservatorio Innov-E, Perrella ha fatto chiarezza anche sul tema della quantificazione degli obiettivi, smentendo le stime che parlano di una produzione futura pari a 6, 8, 10 miliardi di metri cubi di biometano.

“Il nostro obiettivo è quello dei 3 miliardi e mezzo. Entro fine 2022 avremo una capacità di 650 milioni di metri cubi, che arriverà a 750 nel 2023. È realistico pensare che entro il 2025 tutto il gas naturale utilizzato nei trasporti, sia gas compresso sia liquido, possa essere bio”, ha concluso Perrella.

Una convinzione condivisa anche dal Parlamento europeo, che questa mattina ha dato il via libera alla tassonomia che prevede incentivi per lo sviluppo di tre attività legate al gas: la produzione di elettricità, la co-produzione ad alta efficienza di freddo o calore e elettricità, il teleriscaldamento e teleraffrescamento di quarta generazione.



Edoardo Lisi