Gozzi (Federacciai): “Sull’energia l’UE adotta due pesi e due misure”

Il governo tedesco ha recentemente approvato misure per fissare il prezzo dell’elettricità per l’industria a 50 euro/MWh. Una decisione che – secondo Antonio Gozzi, presidente di Federacciai – “desta forte preoccupazione per le profonde asimmetrie che sta creando nel mercato europeo e per l’approccio della Commissione UE, che continua a utilizzare due pesi e due misure”.

Antonio Gozzi, presidente di Federacciai – Credit: ImagoEconomica

Mentre alla Germania viene riconosciuto un tetto triennale estremamente favorevole, l’Italia è stata bloccata e ritardata su Energy Release, con un intervento della Commissione che ne ha fatto slittare l’entrata in vigore di un anno, penalizzando imprese già sotto forte pressione competitiva.

Se l’Europa permette ai Paesi con maggiore capacità fiscale di garantire prezzi dell’energia che spiazzano qualsiasi concorrenza, l’Europa stessa rischia di implodere.

“Non è sostenibile – prosegue Gozzi – continuare con un’interpretazione delle norme che favorisce pochi e danneggia molti. È l’opposto di ciò che Mario Draghi ha indicato nel suo Rapporto: servono un prezzo unico europeo dell’energia e un fondo comune per sostenere la decarbonizzazione. Solo così si può costruire un’industria europea competitiva e un mercato davvero integrato”.

Il presidente di Federacciai aveva già evidenziato – a margine della dell’Assemblea annuale 2025, che quest’anno si è svolta a Bergamo – come il Green Deal, tema dominante della passata legislatura (altrimenti detta “era Timmermans”) avesse prodotto ben poco.

“Le emissioni in crescita nel mondo superano 10-20 volte quelle ridotte a livello europeo. La regolamentazione ideologica ed estremista dell’Unione ha invece contribuito in maniera determinante alla perdita di competitività e di quote di mercato di molti settori dell’industria europea senza aver acquisito alcun vantaggio tecnologico in nessun settore della green economy”.

Il Green Deal – ha concluso Gozzi –  “finora è stato un formidabile assist fornito all’industria cinese dei pannelli solari, degli inverter, delle turbine e delle pale eoliche, degli accumuli e delle batterie, delle auto elettriche, che è diventata leader incontrastata a livello mondiale nella produzione di tutti questi oggetti”. E ciò ha determinato una nuova e grave dipendenza strategica dell’Europa.

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