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Treni a idrogeno? Il caso studio della Sardegna

I trasporti sono un settore fortemente energivoro e, soprattutto, ancora dipendente dall’utilizzo di combustibili fossili. Il dibattito è soprattutto incentrato sul possibile blocco al 2035 alla produzione di auto a combustione interna, ma non vanno dimenticati altri vettori, come aerei, navi e treni.

Sul numero in distribuzione di Nuova Energia viene presentato un interessante studio di RSE - Ricerca sul Sistema Energetico su una possibile riconversione a idrogeno della rete ferroviaria sarda, non elettrificata e caratterizzata da un sistema di trazione a diesel.

Terza regione per estensione, con 377 comuni dislocati in quattro provincie, la Sardegna ha una rete ferroviaria lunga 1.035 chilometri ma poco utilizzata per gli spostamenti, che avvengono per il 99,9 per cento su gomma.


Lo studio di RSE propone un’analisi comparativa, a parità di domanda e offerta di mobilità della rete ferroviaria sarda, per analizzare, rispetto alla situazione attuale, quali effetti ne deriverebbero in termini di consumi energetici e di impatto ambientale, senza trascurare la sostenibilità economica.


“Il caso studio - affermano i ricercatori di RSE - evidenzia un potenziale vantaggio dell’utilizzo di idrogeno come combustibile nel trasporto ferroviario in termini di emissioni evitate, mentre dal punto di vista della sostenibilità economica non si riscontra evidenza di convenienza rispetto alla elettrificazione delle tratte attualmente servite da motrici alimentate con diesel”.

Va notato che il fondo complementare al PNRR ha già previsto 140 milioni di euro per il progetto pilota di collegamento a idrogeno Alghero centro - Alghero aeroporto.