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  • CURIOSITÀ

Monopattini elettrici: Paese che vai, infrazione che trovi

Se anche i giapponesi quando hanno un monopattino elettrico sotto i piedi infrangono il codice della strada, o è arrivata la fine del mondo o la globalizzazione è arrivata a cancellare uno dei pochi punti fermi che ancora resistevano: quello secondo cui il nipponico è un cittadino modello, notoriamente attento al rispetto delle regole della comunità in cui vive.

Come riporta il quotidiano The Japan Times, in Giappone il numero di utenti dei monopattini elettrici è notevolmente aumentato. Molto popolari nella fascia di età tra i 20 e i 30 anni, a seguito della revisione della legge sulla circolazione stradale fatta a luglio 2023 questi mezzi possono ora circolare anche sulle piste ciclabili, e soprattutto essere usati dai maggiori di 16 anni privi di patente. Fino al 1° luglio, infatti, chi voleva guidare un monopattino elettrico era tenuto ad avere la licenza di guida e a indossare il casco (per i caschi l’obbligo rimane ed è lo stesso che si applica ai ciclisti).


La deregolamentazione ha fatto sì che il numero di utenti registratati crescesse di due volte rispetto alla fine di aprile. Di pari passo, però, sono aumentate drasticamente anche le violazioni del codice della strada che coinvolgono tali dispositivi di micro-mobilità.


“Molti utenti dei monopattini elettrici - ha dichiarato un funzionario dell’MPD - tendono a non prestare attenzione alle regole di base sulla guida, a causa delle dimensioni compatte di tali veicoli”.

Secondo la National Police Agency il numero di incidenti con lesioni personali gravi o morte che hanno coinvolto monopattini elettrici è passato da quattro nel 2020 a 29 nel 2021 e 41 nel 2022. Stando ai dati forniti dal dipartimento di polizia metropolitana di Tokyo (MPD), tra luglio e settembre 2023 sono stati 1.811 i casi nei quali è stato necessario l’intervento della polizia, a fronte dei 1.027 del periodo aprile-giugno.


Per quanto riguarda la tipologia delle infrazioni, nel 40 per cento dei casi gli utenti della mobilità leggera ignorano il significato dell’apparecchio di segnalazione luminosa a luci colorate (semaforo, chi era costui?). Passare col rosso e ignorare gli stop va di pari passo - stessa percentuale - con coloro che guidano il mezzo sui marciapiedi.


Nel 60 per cento dei casi si tratta di trasgressori ventenni e il 30 per cento delle violazioni avviene tra mezzanotte e le 3 del mattino, dal momento che molti utilizzano il monopattino per rincasare dopo l’orario di fine servizio dei mezzi pubblici. A settembre nel quartiere Toshima di Tokyo una ventenne su un monopattino elettrico che viaggiava sul marciapiede a oltre 10 km all’ora ha investito una donna, procurandole gravi ferite. La conducente del mezzo ha tentato la fuga ma è stata arrestata per lesioni e omissione di soccorso.


La polizia metropolitana e le aziende di noleggio sono al lavoro su due fronti: da una parte, offrire incontri formativi sulla sicurezza stradale; dall’altra, ideare contromisure repressive più efficaci. Staremo a vedere.


PS Anche a Milano ogni giorno il pedone medio rischia la lesione aggravata tentando di attraversare sulle strisce e con il verde - dico una via a caso - corso Buenos Aires. E a minacciarlo non sono le auto (che, poverette, viaggiano a molto meno di 10 km all’ora...).

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