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Idroelettrico in Italia, tra extraprofitti e concessioni in scadenza

L’idroelettrico è la fonte rinnovabile più utilizzata a livello mondiale e svolge un ruolo chiave negli scenari di decarbonizzazione. Nell’Unione Europea, con una capacità installata di 155 GW, vengono prodotti in media 360 TWh/anno, corrispondenti a circa il 12 per cento della produzione netta di elettricità della UE. Idroelettrico che rappresenta la principale fonte di energia rinnovabile anche in Italia, dove si sta per inaugurare la stagione delle gare per il rinnovo delle concessioni scadute.

Un’analisi sulle peculiarità di questa fonte e sui possibili sviluppi del comparto idroelettrico nel nostro Paese, tra concessioni in scadenza, canoni regionali e provvedimenti sugli extraprofitti, viene proposta sul numero in distribuzione di Nuova Energia.


“Prima di guardare al futuro - spiega Giovanni Battista Conte, editorialista di Nuova Energia - bisogna partire dal presente e dagli impianti esistenti. Quelli di grandi dimensioni hanno un’età elevata e necessitano di una serie di investimenti”.

Una situazione a cui si è aggiunto il provvedimento sugli extraprofitti, i cui proventi sarebbero dovuti servire per abbassare il prezzo dell’energia per tutti i consumatori, ma che in realtà vanno diretti al bilancio dello Stato. È semplicemente un’altra forma di prelievo, che ha colpito in particolar modo proprio il settore idroelettrico.


“Nel 2022 e primi mesi del 2023 - prosegue Conte - abbiamo vissuto un periodo di siccità eccezionale e la quantità di prodotto commercializzato per ogni singolo impianto è stata fra il 50 e il 60 per cento, se confrontata alla produzione 2021 o alla media degli anni precedenti. Calcolando il prelievo sul prezzo del bene singolo, sul singolo megawattora, senza tener conto della quantità commercializzata, è venuto meno uno dei parametri essenziali delle entrate dei produttori”.

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