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Benvenuto (Falck Renewables): “Off-Taking? Of course!”

Off-taking, molti ne parlano, ma quanti ne conoscono davvero meccanismi e complessità? Per fare un po’ chiarezza sull’argomento, abbiamo approfittato della disponibilità e professionalità di Francesco Benvenuto, Head of Energy Management di Falck Renewables - Next Solutions.


Partiamo chiarendo un punto. Il proprietario di un impianto che produce energia da fonte rinnovabile può autoconsumarla o venderla, cedendola alla rete. Se sceglie la seconda opzione, ha necessariamente bisogno di un utente di dispacciamento, ovvero un soggetto qualificato che si assume la responsabilità di ritirare l’energia generata e di proporla sul mercato. Il lavoro di chi si occupa del dispacciamento non si limita però al ritiro e alla vendita dell’energia; anche la programmazione dell’impianto è un processo fondamentale per garantire una produzione ottimale.


“Per gli impianti rinnovabili analizziamo le serie storiche di produzione, insieme ai dati meteo più rilevanti ai fini della programmazione, e li raccogliamo per convertirli in ipotesi di produzione. In realtà, non è un’attività così semplice come sembra. Basti pensare al caso di un parco eolico: non si sta parlando di un singolo impianto ma di un insieme di turbine, quindi di un insieme di impianti a volte non vicinissimi tra loro”.

La programmazione, di fatto, avviene il giorno prima per il giorno dopo, ma le previsioni diventano sempre più affidabili man mano che ci si avvicina al momento in cui l’elettricità sarà effettivamente prodotta. Oggi il mercato consente di effettuare queste attività - e migliorare la qualità della previsione - fino a un’ora prima dalla produzione reale, proprio per cercare di stabilire un valore che corrisponda il più possibile all’elettricità che finirà in rete. Una parte fondamentale del lavoro dell’off-taker consiste proprio nel rendere la programmazione sempre più precisa, nel fare in modo che le previsioni siano sempre più affidabili e coerenti con la produzione reale dell’impianto. Anche per evitare le penali che il gestore della rete applica in caso di scostamenti. Gli errori di programmazione si pagano...

Già, parliamo di rischi. Pochi sono a conoscenza dei rischi che l’off-taker si assume.

“Quando prendiamo in carico un impianto, Terna e il GME lo considerano nostro a tutti gli effetti. Questo significa che siamo responsabili verso tutti gli interlocutori di mercato anche per gli oneri di sbilanciamento. Se, per esempio, si fermano dieci turbine, creando un problema di sbilanciamento importante con relativi costi elevatissimi, la fattura arriva a noi”.

L’off-taker, di norma, stabilisce una taglia minima di impianto di cui farsi carico: per alcuni si parte da 1 MW, anche se generalmente si preferisce gestire taglie grosse. L’impegno infatti non è proporzionale alla potenza dell’asset, le attività sono simili per un impianto da 100 kW come per uno da 100 MW.

Per riguarda la durata dei contratti, per gli impianti esistenti in linea di principio si parla di una durata di uno-due anni, massimo tre, e comunque rinnovabili alla scadenza. Ci sono poi alcune eccezioni, soprattutto per gli impianti nuovi, in cui l’estensione del contratto può arrivare anche a dieci anni.


“Il produttore ha la possibilità, a ogni rinnovo, di chiedere aggiustamenti di prezzo, che possono andare in tutte le direzioni: può sembrare paradossale, ma in alcuni casi abbiamo rivisto le condizioni al rialzo. Ci siamo infatti trovati in situazioni in cui abbiamo iniziato a gestire l’impianto sulla base dei dati statistici forniti dal proprietario, per poi realizzare che non corrispondevano alla realtà in quanto sottostimavano l’effettiva produzione”.

Insomma, la figura dell’off-taker rappresenta una concreta possibilità per i produttori di ottimizzare al meglio i guadagni derivanti all’impianto che possiedono. E non solo; il servizio Energy Management di Falck Renewables - Next Solutions a cui fa capo Francesco Benvenuto, infatti, non si occupa solo di questo: offre regolarmente report di mercato e sull’evoluzione dei prezzi, aggiornamenti normativi e regolatori, oltre a suggerire e proporre a ciascun produttore strategie di vendita dell’energia più efficaci - futures, contratti a medio-lungo termine - e di partecipazione a mercati - come il capacity market e la fornitura di servizi di regolazione - che consentano di minimizzare i costi e di massimizzare le revenues.


“Cerchiamo di proporre la soluzione che meglio sposa le esigenze del nostro cliente, con soluzioni sartoriali e forme di flessibilità che diano al produttore la possibilità di modulare l’utilizzo del contratto. Insomma, ci mettiamo tutta l’energia possibile per rendere gli impianti produttivi e i nostri clienti soddisfatti!”.