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Approvata in Grecia la nuova legge sulle FER

La decarbonizzazione e l’indipendenza energetica passano dall’introduzione di normative che accelerino lo sviluppo e la realizzazione di progetti di generazione rinnovabile. In Grecia, è stata approvata dal Parlamento una nuova legge sulle energie rinnovabili presentata dal ministero dell’Ambiente e dell’energia.

Il Governo punta a ottenere una drastica accelerazione dei processi di licenza per le rinnovabili, riducendo il tempo medio da 5 anni a 14 mesi. Questo porterà a sviluppare almeno 3,5 GW di accumulo entro il 2030, ad aumentare la capacità della rete elettrica di accogliere le energie rinnovabili così come l’autoconsumo e lo scambio sul posto.


Per le autorizzazioni, la legge prevede di ridurre il numero delle fasi di licenza da 7 a 5, oltre alla istituzione di uno sportello unico presso il Ministero che avrà il compito di supervisionare l’intero processo.


Per quanto riguarda la rete di distribuzione, il gestore dovrà calcolare lo spazio elettrico disponibile nelle varie sottostazioni locali e, dove possibile, utilizzare il margine disponibile per impianti di autoconsumo o di scambio sul posto fino a 10 kW. I nuovi margini previsti dalla norma sono del 30 per cento per famiglie, agricoltori, industria e del 10 per cento per i produttori indipendenti. Con questa misura, secondo il Ministero, potrebbero essere realizzati 200.000 piccoli impianti fotovoltaici, per 2 GW di nuova capacità rinnovabile.


La nuova legge prevede inoltre per la prima volta la possibilità di realizzare fino a 10 impianti fotovoltaici galleggianti; i progetti pilota dovranno avere una capacità di 0,5-1 MW.

Anche attraverso questa legge, la Grecia punta ad attrarre 10 miliardi di euro di investimenti per sviluppare 15 GW di nuovi impianti entro il 2030 e raggiungere così gli obiettivi del Paese, che punta ad aumentare la quota di FER nel mix energetico dal 35 al 70 per cento.


Il Governo greco ha inoltre voluto inserire nella legge anche due misure per mitigare le problematiche dovute alla crisi energetica in corso: l’installazione di una nuova unità presso il terminale di Revythoussa per aumentarne la capacità di gas naturale liquefatto (GNL) e ridurre i tempi di scarico; la continuazione del funzionamento delle centrali termoelettriche a Creta per coprire la domanda a breve termine dell’isola.