Negli Stati Uniti cresce lo storage energetico con batterie (BESS), diventato ormai un pilastro per garantire affidabilità e flessibilità alla rete elettrica in un contesto di forte espansione delle rinnovabili. Secondo i dati di S&P Global Commodity Insights, nel secondo trimestre 2024 sono stati installati 3,97 GW di nuova capacità, portando il totale nazionale a 23,77 GW: un incremento dell’87,3 per cento su base annua.

Il risultato, pur inferiore ai 6,9 GW attesi dagli analisti, conferma la centralità dello storage nella transizione energetica americana. Tra i principali progetti avviati tra aprile e giugno spiccano:
- Eleven Mile Solar Center (Arizona): 300 MW, sesto più grande BESS degli USA
- Sierra Estrella (Arizona): 250 MW
- Sun Streams PVS (Arizona): 215 MW
- Nova Power Phase 1 e 2 (California): 230 MW ciascuno
A fine giugno 2024, gli Stati con maggiore capacità di accumulo erano la California con 10,3 GW, seguita dal Texas con 7,74 GW. Più distaccata l’Arizona, con 1,89 GW e il Nevada con 1,12 GW. Chiude il quintetto la Florida con 545 MW.
In undici Stati non risultano ancora sistemi di accumulo. L’impianto più grande rimane il Manatee Energy Storage Center in Florida, da 409 MW, operativo dal 2021.
- La crescita dello storage negli USA, legata all’espansione del fotovoltaico e dell’eolico che richiedono sistemi di bilanciamento per garantire stabilità alla rete, non sempre è accolta con entusiasmo…
- Secondo analisti di settore, il 2025 potrebbe segnare un ulteriore salto grazie agli incentivi federali previsti dall’Inflation Reduction Act.
- In Europa, la capacità di accumulo è ancora limitata: leggi l’approfondimento sul ruolo delle batterie nella transizione energetica.







