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Europa e rinnovabili. L’UE chiede iter autorizzativi più veloci

Nella nuova Industrial Strategy, che aggiorna quella rilasciata nel marzo 2020, la Commissione Europea ha presentato nuove misure volte ad accelerare la diffusione delle fonti rinnovabili, sottolineando anche l’importanza strategica di una industria che renderà l’Europa più sostenibile, resiliente e competitiva a livello globale.


Il documento, inoltre, riconosce esplicitamente la “necessità di accelerare la diffusione delle fonti energetiche rinnovabili” se l’UE vuole raggiungere i suoi obiettivi in materia di clima ed energia.

Per centrare il target europeo di energia eolica, che prevede al 2050 1.000 GW di capacità onshore e 300 GW offshore, l’Industrial Energy sottolinea la necessità di una accelerazione nella costruzione di nuovi parchi, grazie soprattutto a miglioramenti nelle procedure di autorizzazione, riconosciute come il principale ostacolo per un ulteriore sviluppo.


“La barriera all’espansione dell’energia eolica necessaria per il Green Deal – ha dichiarato Giles Dickson, CEO di WindEurope - non è la tecnologia, né il costo, né il finanziamento; è semplicemente il fatto che l’Europa non consente a un numero sufficiente di nuovi parchi eolici di raggiungere i suoi obiettivi di energia rinnovabile. Le procedure sono troppo complesse e non c’è abbastanza personale per elaborare le richieste di autorizzazione. Sarebbe bello avere un obiettivo più alto per le energie rinnovabili, ma sarà accademico se non affrontiamo il problema dei permessi”.


Fondamentale sarà il nuovo Energy and Industry Geography Lab. Il laboratorio, sviluppato dal Joint Research Centre della Commissione in collaborazione con le parti industriali, faciliterà lo sviluppo fornendo informazioni geospaziali sulla disponibilità di fonti energetiche rinnovabili, infrastrutture, domanda a livello industriale.

Oggi l’industria eolica europea contribuisce con 37 miliardi di euro l’anno al PIL dell’UE, impiega 300.000 persone che potrebbero salire a 450.000 entro il 2030 se i Governi realizzeranno i loro piani di transizione energetica.