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Trentino, il bosco rinasce anche grazie a E.ON

La tempesta Vaia - che si è abbattuta sul Nord-Est del Paese alla fine di ottobre 2018 con piogge alluvionali e violente raffiche di vento - ha distrutto interi boschi e ha radicalmente sconvolto il panorama di vaste aree del territorio montano.


Il Trentino spicca tra le regioni più colpite: in Val di Fiemme, in 72 ore sono caduti 300 mm di pioggia (un terzo delle precipitazioni medie di un anno) e il vento ha toccato i 200 km/h.

Le stime più recenti parlano di poco più di 4 milioni di metri cubi di legname schiantato, corrispondenti a circa 9 riprese annue (una ripresa è la quantità di legname che, sulla base dei piani di gestione forestale, è prelevabile ogni anno). La superficie forestale danneggiata ammonta a 19.500 ettari, di cui quasi 8.000 con un danno superiore al 90 per cento.

A due anni di distanza, la situazione di recupero degli schianti procede e, accanto a essa, il paziente lavoro di riforestazione, sostenuto anche da meritevoli iniziative di privati.

È il caso di E.ON Italia - uno dei principali operatori energetici in Italia, attivi nella vendita di soluzioni energetiche e nella generazione elettrica da fonte rinnovabile - che ha promosso l’intervento di piantumazione di 3.000 nuovi alberi nel Comune di Predazzo. Il ripristino del patrimonio forestale ha riguardato l’area che collega Predazzo con la frazione di Bellamonte. La località, oltre a essere una delle più suggestive della Val di Fiemme, è la location di Lazzaro, vieni fuori, primo romanzo del compianto Andrea G. Pinketts, scrittore milanese di origini trentine scomparso nel 2018. Il larice bianco, l’abete bianco e rosso sono le specie arboree scelte per consolidare la struttura del terreno e aumentarne la resistenza all’erosione.

“Ci da grande gioia il vedere rinascere una porzione del nostro territorio forestale - ha dichiarato Giovanni Aderenti, vicesindaco e assessore alle Foreste del Comune di Predazzo - e siamo grati a E.ON, che dimostra grande sensibilità verso le tematiche ambientali”.

“Il bosco è parte integrante della nostra comunità e della nostra cultura, un patrimonio naturale di immenso valore per tutti noi; a causa della tempesta Vaia si era quindi aperta una profonda ferita che, grazie a questo intervento, in parte si è rimarginata”.

Questa iniziativa è pienamente in linea con l’impegno globale di E.ON per la sostenibilità, orientato al contrasto del cambiamento climatico a beneficio delle comunità.

La piantumazione rientra infatti nell’ampio progetto di riforestazione Boschi E.ON che l’azienda porta avanti dal 2011 e che, grazie al sostegno di oltre 100.000 clienti, ha permesso di mettere a dimora più di 100.000 alberi in tutta Italia, facendone uno dei più rilevanti progetti di forestazione mai portati avanti da un’impresa privata. Le 34 aree boschive E.ON contribuiranno, nell’arco della loro vita, all’assorbimento di circa 74.000 tonnellate di CO2, pari alle emissioni prodotte dai consumi energetici di oltre 72.000 famiglie.

“Un impegno che vede coinvolti in prima persona i nostri clienti, veri protagonisti del progetto dei Boschi E.ON” ha dichiarato Péter Ilyés, CEO di E.ON Italia. “Siamo convinti che per ottenere risultati concreti ed efficaci occorra agire insieme, unendo le forze con tutti i nostri stakeholder in una community di persone consapevoli e in grado di generare un cambiamento di vasta portata”.


Paola Sesti

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