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Tra Cipro e l’Europa l’energia è verde (e viaggia sotto il mare)



Mai come in questi giorni risulta evidente l’importanza dell’interconnessione e della sicurezza dell’approvvigionamento energetico. Lo sviluppo di reti trans-europee sostenibili e ad alte prestazioni - non solo nell’energia, ma anche nei trasporti e nei servizi digitali - è al centro della Connecting Europe Facility che prevede, tra gli altri progetti, la realizzazione dell’EuroAsia Interconnector.


L’Unione Europea ha da poco approvato un finanziamento di 657 milioni di euro che consentirà di iniziare la costruzione del cavo elettrico sottomarino ad alta tensione e corrente continua (HVDC) lungo 1.208 chilometri che permetterà l’interconnessione della rete di Cipro con quella di Grecia e Israele. Nello specifico, con questa sovvenzione si darà il via alla realizzazione della prima tranche che riguarda il collegamento Cipro-Creta, lungo circa 900 chilometri e il cui costo totale è stimato in 1.575 miliardi di euro.


“L’attuazione dell’EuroAsia Interconnector - ha dichiarato Natasa Pilides, ministro dell’Energia, del Commercio e dell’Industria cipriota - è estremamente importante per Cipro. Oltre alla sua evidente importanza geopolitica, pone fine al nostro isolamento energetico, garantisce la sicurezza e contribuisce allo sviluppo della concorrenza nel mercato elettrico”.

Inoltre, gli studi effettuati nell’ambito del Piano nazionale per l’energia e il clima mostrano che l’interconnessione elettrica, in combinazione con sistemi di accumulo, può portare entro il 2030 a una penetrazione delle FER nel mix energetico di Cipro che supererà il 50 per cento.

Con una capacità base di 1 GW, che potrà essere elevata a 2 GW, il cavo sottomarino dovrebbe essere completato nel 2025 e diventare operativo nella prima metà del 2026.