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Tpl, qualità dell’aria e Covid: Ankara entra a far parte delle Green City

Verde ma non verdissimo. Grazie al finanziamento della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo sono stati sostituiti centinaia di autobus nella città turca. Si guarda all’ambiente e alla transizione energetica con la giusta gradualità: il diesel non è eliminato ma integrato, per migliorare il servizio pubblico dei trasporti.


Un futuro migliore, e soprattutto più verde. Questa la sintesi del programma Green City dell’European Bank for Reconstruction and Development (EBRD), che stanzia fondi per lo sviluppo green a lungo termine nelle città iscritte al programma. Il primo step del piano di azione è la valutazione dei centri abitati, riferendosi a più di 35 punti chiave indicanti lo stato dell’arte della città in termini di efficienza nell’utilizzo delle risorse, fattori di rischio per il cambiamento climatico e rispetto dell’ambiente.

Scopo del programma è di preservare la qualità l’ambiente (acqua, aria e biodiversità) e usarne le risorse in modo sostenibile; mitigare le conseguenze negative del cambiamento climatico e assicurarsi che le politiche ambientali mirino al benessere sociale ed economico dei residenti. Ne fanno già parte diverse città della Romania, dell’Ucraina, dell’Egitto, della Moldova, della Polonia.


Anche la Turchia non è nuova a forme di collaborazione con EBRD: ci sono già 329 progetti in corso, per un totale di più di 12 miliardi investiti. Smirne (o Izmir, in turco) ha preso parte al programma nell’aprile 2019 diventando la prima città del Paese della mezzaluna a entrare nelle Green City. Col tempo la famiglia si è allargata e quest’anno anche la capitale Ankara si è aggiudicata uno stanziamento di 57 milioni di euro a sostegno della compagnia di trasporto pubblico EGO (Electricity, Gas and Bus Operation Organization). Gli autobus a diesel attualmente utilizzati saranno sostituiti con 254 autobus a CNG, gas naturale compresso, e l’installazione di una stazione di rifornimento.

Arvid Tuerkner, amministratore delegato di EBRD per la Turchia, ha commentato favorevolmente il cambiamento:

“Mi complimento con la municipalità per aver aderito al programma Green City di EBRD e per aver promosso una soluzione verde per rinnovare il parco autobus. Crediamo che questa transizione sarà la prima di molte altre che avverranno ad Ankara. Ci auguriamo che la nostra cooperazione attiri altri investitori interessati al futuro green della città”.

Il progetto si sposa felicemente con gli obiettivi europei di decarbonizzazione previsti per il 2030, con la riduzione del 55 per cento delle emissioni di gas serra.

Interessante notare come anche ad Ankara la sostituzione dei mezzi a gasolio avverrà gradualmente, con l’integrazione di 28 nuovi autobus a diesel Euro 6 oltre a quelli a gas naturale già citati. Riduzione delle emissioni sì, ma intelligentemente; tenendo conto di tutte le risorse rinnovabili disponibili e senza additare il diesel come male del Pianeta.


Matilde Rosini

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