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Storage in USA: nel secondo trimestre 2022 oltre 2 GWh di nuova capacità

Parola d’ordine: accumulo. Un’indicazione che negli Stati Uniti sembra essere stata colta senza indugio. Lo dimostrano i dati raccolti nell’ultimo rapporto US Energy Storage Monitor, pubblicazione trimestrale di Wood Mackenzie Power & Renewables e dell’American Clean Power Association (ACP).

Nel secondo trimestre del 2022 il mercato statunitense dell’accumulo di energia ha stabilito un nuovo record di installazioni, per un totale di 2,6 GWh. Un risultato dovuto in larga parte allo Stato del Texas, che ha contribuito per il 60 per cento alla capacità installata nel trimestre e nonostante altri progetti per 1,1 GW già programmati abbiano subito ritardi e andranno quindi a ricadere nella contabilità della seconda parte dell’anno.


“Negli Stati Uniti - ha dichiarato Jason Burwen, vicepresidente Energy Storage in ACP - il settore dell’accumulo di energia sta raggiungendo la piena maturità, con oltre 1 GW installato regolarmente ogni trimestre”.

Un effetto ottenuto anche grazie all’approvazione da parte del Congresso USA dell’estensione del credito d’imposta sugli investimenti solari e sullo stoccaggio autonomo come parte dellInflation Reduction Act.


“Con i nuovi crediti d’imposta disponibili dall’Inflation Reduction Act - prosegue ancora Jason Burwen - la domanda per gli investitori e gli operatori di rete ora non è se implementare l’accumulo, ma quanto distribuirlo e quanto velocemente”.

Elementi che secondo Wood Mackenzie consentiranno di aggiungere 59,2 GW di capacità di accumulo di energia entro il 2026.