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Lo shale oil argentino riprende la sua corsa

Anche una delle più grandi riserve di petrolio di scisto (shale oil) al mondo, Vaca Muerta in

Argentina, ha risentito della crisi determinata dal Covid-19, con la conseguente diminuzione dei consumi energetici.


Nel mese di giugno 2020, quando le restrizioni causate dalla pandemia erano ancora molto stringenti, si erano infatti effettuate solo 196 operazioni di fratturazione, con una produzione di soli 90.000 barili al giorno.

Dopo un anno, a suggellare i segnali di una ripresa economica a livello globale, le attività estrattive sembrano ritornate a condizioni ante virus. A giugno 2021 si è registrata infatti una ripresa delle attività con ben 532 operazioni e, man mano che i prezzi del petrolio si avvicinano ai livelli pre-pandemia aumenta la probabilità che Vaca Muerta amplierà la produzione di shale gas e shale oil. Esteso su un'area di 30.000 km² nella regione di Neuquen, nella Patagonia settentrionale, il bacino ospita la seconda più grande riserva di gas di scisto e la quarta più grande riserva di petrolio di scisto al mondo. Gestita da Yacimientos Petrolíferos Fiscales Sociedad Anónima (YPF), la compagnia petrolifera e del gas statale argentina, Vaca Muerta ha raggiunto un record di 124.000 barili al giorno (bpd – barrels per day) neldicembre scorso e, secondo le stime della società di consulenza Rystad Energy, la produzione potrebbe raggiungere i 145.000 – 150.000 bpd.