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Sgravi in bolletta anche per i gasivori: come trasformare un vincolo in opportunità

Il Decreto del MiTE n. 541 del 21 dicembre 2021 prevede sgravi in bolletta su alcuni oneri, a partire dal 1° aprile 2022. Bisogna però essere certi di rientrare nei parametri richiesti.

Nonostante il caro bolletta resti la prima causa di insonnia per la maggior parte degli imprenditori, arrivano alcune piccole buone notizie che possono dare un po’ di sollievo. Stiamo parlando di sgravi fiscali: un’opportunità importante per determinate imprese, come quelle gasivore, rimasta un po’ penalizzate rispetto ad altre. Davide Caprino, Head of Business Development Energy Efficiency and Demand Response di Energy Team, ci aiuta a fare chiarezza.


“Ci sono realtà che non consumano tanta energia elettrica ma molto gas metano. In questo momento è fondamentale informarle delle opportunità che si stanno creando, anche in termini di risparmio e di efficienza energetica”.

Il primo servizio che si può offrire a questa tipologia di imprese - i gasivori, appunto - è aiutarle a capire quanto grande potrebbe essere il beneficio e se dispongono dei requisiti per accedere al meccanismo. I parametri che definiscono un’azienda gasivora sono, tra gli altri, il consumo medio, il settore di attività (attraverso il codice ATECO) e l’indice di intensità gasivora positivo (ad esempio, la spesa per il combustibile deve incidere più del 2 per cento in relazione al fatturato).

Oltre ad avere un risparmio immediato, il meccanismo fa nascere anche una grande opportunità, data dal fatto che i soggetti interessati dallo sgravio dovranno effettuare una diagnosi energetica, utile non solo per ottemperare a un obbligo normativo, ma per iniziare un reale percorso di efficientamento.


“Il passaggio più difficile è informare le imprese, spesso non abituate a lavorare su questi temi. Ma il punto nodale è proprio questo: i gasivori avranno sì un beneficio economico immediato, ma nel contempo potranno iniziare l’iter di diagnosi e di efficienza trasformando così un obbligo in opportunità che potranno generare un beneficio di lungo periodo”.

Chi è stato lungimirante e ha iniziato già qualche anno fa ad investire in efficienza energetica, oggi - con il prezzo dei combustibili alle stelle - dorme sonni meno agitati. Purtroppo si tratta di una minoranza. La maggior parte degli imprenditori è guidato da uno spirito tipicamente italiano, riassumibile nel motto “finché non c’è un obbligo, attendo di vedere che succede”. Le imprese in qualche caso hanno anche ragione di aspettare, perché purtroppo nel nostro settore quello che parte come un obbligo, viene poi spesso “allegerito”. Nella realtà, però, negli ultimi anni questo tipo di ragionamento non ha portato frutti...


“Oggi non ha alcun senso rimandare. Il futuro è chiaro: sappiamo dove vogliamo andare e non ci sono dubbi su dove si arriverà. Chi decide di aspettare, perde una parte del vantaggio e, sul lungo periodo, perde anche competitività”.