• E-MOBILITY

RSE inaugura la sua 24 ore elettrica

Se la ricerca deve avere come sbocco finale quello di essere messa su strada, esempio migliore non può che essere l’ultimo progetto sulla mobilità elettrica di RSE - Ricerca Sistema Energetico, che ha visto l’installazione di un’area sperimentale con 24 punti di ricarica nella sede di Lambrate.


Il passaggio dai veicoli alimentati con carburanti tradizionali alle e-car ha tra le maggiori criticità da risolvere quella delle infrastrutture di ricarica e del possibile impatto sulla rete.

Soprattutto stando alle stime del PNIEC, che prevedono al 2030 5 milioni di veicoli elettrici sulle strade del nostro Paese.

Illustrato durante l’evento Change and charge. La mobilità sostenibile per il viaggio nella

transizione ecologica, il progetto di RSE intende contribuire a risolvere due criticità. La prima concerne la palese impossibilità di installare ricariche condominiali a servizio di 14 milioni di famiglie che abitano in tali contesti, soprattutto nelle grandi città. La seconda riguarda il costo della ricarica pubblica che, non discostandosi molto dal prezzo dei combustibili tradizionali, può costituire un limite alla diffusione di veicoli elettrici.


Va quindi sfruttato maggiormente il tempo di fermo di un veicolo elettrico – ad esempio durante le ore lavorative - sviluppando la diffusione di punti di ricarica nelle aziende, nei punti di interconnessione dei trasporti suburbani e nei centri commerciali.

In particolare il progetto di RSE – con l’installazione nella sua sede milanese di 24 colonnine di 5 diversi partner industriali, per verificare l’interoperabilità con il sistema di ottimizzazione e gestite da un sistema centralizzato - vuole dimostrare la fattibilità e la convenienza economica per un’azienda di elettrificare la propria flotta, le potenzialità sistemiche derivanti dall’ aggregazione dei processi di ricarica gestita con algoritmi innovativi e di come ci possa essere complementarietà tra ricarica in azienda e domestica.

“Rispetto ai veicoli privati – ha dichiarato Maurizio Delfanti, amministratore delegato di RSE – le auto in dotazione alle aziende sono caratterizzate da percorsi ripetibili, aree di parcheggio dedicate e lunghi tempi di sosta. Il tema della ricarica sui luoghi di lavoro rappresenta, quindi, una possibilità che crea efficienza, anche in termini economici, oltre che sinergia con le misure volte a favorire la diffusione della tecnologia di integrazione tra i veicoli e la rete elettrica”.

Con non pochi vantaggi, oltre quelli ambientali: la diminuzione dei costi di gestione della

flotta, con spese carburante ridotte fra 1.000-4.000 euro/anno/EV; la condivisione dei servizi dell’infrastruttura con i dipendenti (che ricaricano di giorno, mentre la flotta aziendale durante la notte); la partecipazione al Mercato del Servizio di Dispacciamento. Senza trascurare l’idea di pensare la ricarica come benefit aziendale.

La strada, non c’è dubbio, è tracciata.