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Panama si prenota per stoccare l’idrogeno verde

Con il documento Lineamientos Estratégicos de la Agenda de Transición Energética 2020-

2030, il governo di Panama ha definito la propria roadmap verso la decarbonizzazione.


Il piano si basa su diversi obiettivi, tra cui mobilità elettrica, generazione distribuita, efficienza energetica e accesso universale all’elettricità.

Quest’ultima è la prima e principale questione da risolvere, secondo il Segretario nazionale all’Energia Jorge Rivera. Infatti il governo di Panama, sebbene negli ultimi anni abbia lavorato per espandere l’elettrificazione rurale, stima che saranno necessari nuovi investimenti per circa 350 milioni di dollari affinché tutto il Paese sia raggiunto dall’elettricità entro il 2030.

Secondo il Ministero dell’Energia ad oggi sono circa 93.000 le famiglie panamensi senza accesso all’energia elettrica. Si tratta per la maggior parte di piccole comunità situate in zone remote, montuose o boschive. Panama - che a febbraio 2022 ospiterà l’Energy and Climate Partnership of the Americas (ECPA) incentrato su “Transizioni energetiche giuste e inclusive” - punta a eliminare l’uso del carbone entro il 2023, e mira a diventare un hub di bunkeraggio per l’idrogeno pulito, affiancando le infrastrutture già presenti per lo stoccaggio del gas naturale liquefatto (GNL) prodotto negli Stati Uniti.

Il Paese sta anche riprendendo i colloqui con il governo della Colombia per realizzare un’ambiziosa interconnessione elettrica di circa 500 chilometri, che avrà una capacità di trasmissione di 400 MW, con due tratti terrestri rispettivamente di 220 chilometri e 150 chilometri e uno sottomarino di 130 chilometri.