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Nel nucleare la Svizzera promossa a pieni voti

A margine dell’incontro dei Ministri europei dell’energia, indetto per affrontare il “caro bollette”, più voci hanno chiesto di inserire nella tassonomia verde anche il nucleare,

ritenuto necessario per la transizione energetica.


In Svizzera, dove sono presenti cinque centrali nucleari, si è conclusa la missione dell’ Integrated Regulatory Review Service (IRRS), un team di esperti che periodicamente sono inviati dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) per controllare, migliorare e sviluppare la sicurezza nucleare in tutto il mondo. La missione dell’IRRS, che ha esaminato le strutture e le attività regolate dall’Ispettorato federale per la sicurezza nucleare elvetico (IFSN), ha stabilito che il sistema di sicurezza nucleare soddisfa gli standard internazionali dell’attuale quadro normativo dell’AIEA.

“Da una parte - ha dichiarato Marc Kenzelmann, direttore dell’IFSN - la valutazione esterna ci permette di assicurare che stiamo attuando tutti i requisiti dell’AIEA nel nostro sistema di sorveglianza. D’altro canto, le raccomandazioni degli esperti internazionali sui temi in cui possiamo migliorare sono molto preziose per il nostro lavoro”.


Attualmente nel Paese sono cinque gli impianti nucleari (Beznau I & II, Mühleberg, Gösgen e Leibstadt) che generano il 35 per cento dell’elettricità svizzera, a cui si sommano tre reattori di ricerca (all’Istituto Paul Scherrer di Würenlingen, al Politecnico federale di Losanna e all’ Università di Basilea) e il deposito nazionale per le scorie radioattive ZWILAG di Würenlingen. La centrale nucleare di Mühleberg è stata disattivata nel dicembre 2019 ed è ora in fase di smantellamento.