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Metano, senza riduzione IVA le Associazioni minacciano una serrata

Il biometano - combustibile green, duttile e facilmente trasportabile - può giocare un ruolo importante nella partita odierna: l'affrancamento dal gas russo. Assogasmetano, Assopetroli-Assoenergia e Federmetano minacciano la chiusura dei distributori dal 4 al 6 maggio, se il Governo non interverrà per ridurre i prezzi di vendita al pubblico attraverso la riduzione dell'Iva al 5% e l'estensione del credito d'imposta alle imprese che usano CNG nei loro mezzi.

I punti di forza del biometano sono le ridotte emissioni, la distribuzione attraverso la rete del gas e la possibilità di sfruttare il potenziale energetico della frazione organica dei rifiuti.


Un vero e proprio carburante circolare dunque.


"Il metano è il solo a vantare una sostituzione della componente fossile con una di origine bio in una percentuale già oggi significativa. Oggi il biocarburante siamo noi in Italia – sottolinea Dante Natali, presidente di Federmetano – questo settore ha già sostituito il 30% del carburante fossile con un carburante di origine bio. Come lo ha fatto?
Attraverso metano prodotto in Italia da rifiuti, trasformando un costo in una risorsa".

Tuttavia, il metano attualmente non figura nella lista dei carburanti che beneficeranno delle agevolazioni fiscali introdotte dal decreto-legge n. 21 del 21 marzo 2022, l'ultimo provvedimento predisposto dal Governo per ridurre gli effetti economici della crisi ucraina sul settore dei trasporti.

Se il Governo italiano non introdurrà nuove misure per favorire la diminuzione dei prezzi di vendita del gas naturale, il settore del metano per autotrazione indirà una serrata di tre giorni, a partire dal 4 maggio.

È quanto hanno annunciato i presidenti di Assogasmetano, Assopetroli-Assoenergia e Federmetano nel corso di una conferenza stampa organizzata presso la splendida cornice dell’Hotel Nazionale di Roma.


In particolare, i rappresentanti delle associazioni di categoria identificano due misure più urgenti: la riduzione dell’IVA dal 22 al 5% anche per l’autotrasporto e l’estensione del credito d’imposta per gli autotrasportatori anche al gas naturale compresso (CNG).

Interventi che secondo il Presidente di Federmetano, Dante Natali, “hanno allo stato attuale un peso intorno ai 16 milioni di euro per trimestre”.


Secondo Andrea Rossetti, presidente di Assopetroli - Assoenergia, senza queste agevolazioni fiscali "la distribuzione del metano per autotrazione rischia il default".


"A rischio c'è un'intera filiera - ha aggiunto Rossetti - che è un pilastro della mobilità a basse emissioni. Anni di investimenti pubblico privati rischiano di andare in fumo: car makers a gas, settore distributivo, autotrasporto, consumatori finali. Dalla capacità di salvaguardare questi investimenti dipendono la sicurezza energetica europea e il raggiungimento dei target ambientali e climatici del Green Deal. Il Governo non può restare indifferente".

Una filiera, quella del metano per autotrazione, che conta 1.500 distributori, 20.000 addetti e 1.100.000 famiglie a basso-medio reddito, autotrasportatori e aziende di trasporto pubblico locale.


Secondo le associazioni di settore, il forte aumento dei prezzi del gas naturale potrebbe infatti cambiare la domanda, spingendo gli utenti verso vettori meno costosi.


Si aggraverebbe così un trend di decrescita delle immatricolazioni, che da inizio anno ad oggi hanno fatto registrare -60 per cento per i veicoli a metano e -20 per cento per i mezzi pesanti da autotrasporto a gas naturale liquefatto (GNL), nonostante questi beneficino già di incentivi.


Una cattiva notizia in ottica di decarbonizzazione della mobilità, uno dei settori più impattanti.

“Si è parlato a lungo, in questi mesi, della necessità di decarbonizzazione del settore trasporti - ha dichiarato Flavio Merigo, presidente di Assogasmetano - ma poca enfasi è stata data al fatto che i veicoli alimentati a biometano non solo sono dei veri ZEV (zero emission vehicles) ma addirittura NEV (negative emission vehicles), che rischiano di non avere futuro se il settore del metano per autotrazione dovesse scomparire per miopia energetica ed ambientale o, peggio, per scelte anacronistiche o ideologiche”.

Edoardo Lisi