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Maldive e rinnovabili, progetto da 107 milioni di dollari

La Banca Mondiale ha approvato un progetto da 107,4 milioni di dollari per aiutare le Maldive ad accelerare la transizione verso le energie rinnovabili.


Denominato Accelerating Renewable Energy Integration and Sustainable Energy (ARISE), il progetto si basa sulla precedente iniziativa Accelerating Sustainable Private Investments in Renewable Energy (ASPIRE), finanziata sempre dalla World Bank con l’obiettivo di portare investimenti privati finalizzati ad aumentare la capacità rinnovabile delle isole.


Le Maldive, 1.200 isole coralline raggruppate in 26 atolli distribuiti su circa 90.000 chilometri quadrati dell’Oceano Indiano, hanno visto nell’ultimo decennio una crescita del 6,2 per cento annuo del consumo totale di elettricità, che nel 2018 è stato di 750 GWh. Fanno affidamento principalmente sull’importazione di gasolio - che rappresenta l’80 per cento delle 700.000 tonnellate di carburante importato nel 2019 - mentre le fonti rinnovabili, principalmente fotovoltaico, costituiscono solo il 4 per cento del mix energetico totale.


Il progetto mira ad aiutare il Paese ad affrontare le sfide climatiche; passando alle rinnovabili per la generazione di energia, le Maldive diminuiranno il consumo di combustibili fossili, riducendo i costi e generando posti di lavoro. Inoltre, la rete di distribuzione potrà essere rafforzata attraverso investimenti in infrastrutture e sistemi di stoccaggio per migliorare l’efficienza operativa e la flessibilità per l’integrazione delle rinnovabili. L’obiettivo è dimostrare la fattibilità operativa ed economica di tecnologie innovative cruciali per affrontare la variabilità della produzione di energia da FER e consentire un servizio continuo.

Attualmente ogni isola ha la propria centrale di generazione e una struttura di distribuzione che funziona come una singola rete elettrica. Ci sono 186 centrali elettriche sulle isole abitate, che generano collettivamente 319 MW da diesel e 21,52 MW da fotovoltaico.