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Lo sfruttamento del moto ondoso è pronto a spiegare le vele

Energia dal mare, prossima frontiera. Nel portafoglio delle rinnovabili la generazione da moto ondoso resta una opzione ancora tutta da sviluppare.




Solo in Europa, l’industria energetica oceanica prevede di distribuire 100 GW di capacità produttiva entro il 2050, raggiungendo il 10 per cento della domanda di elettricità. Questo è sufficiente per soddisfare il fabbisogno giornaliero di elettricità di 76 milioni di famiglie. Così, negli ultimi anni l’energia oceanica è stata oggetto di diverse iniziative politiche, sia a livello europeo che nazionale.

In linea con il SET Plan, la Commissione europea, gli Stati membri e gli stakeholder, hanno sottoscritto una Dichiarazione di intenti per l’energia oceanica che definisce obiettivi di riduzione dei costi delle tecnologie energetiche oceaniche indirizzati a dare un contributo significativo al futuro sistema energetico europeo (2016).


Un ruolo determinante e imprescindibile spetterà alla ricerca: ad oggi sul tema della conversione di energia da moto ondoso non esiste ancora un consenso sulla configurazione più promettente, ragione per la quale sono in via di sviluppo più di cento diversi dispositivi in oltre trenta Paesi.

In questo contesto, si colloca lo sviluppo del dispositivo per la produzione di energia elettrica dal moto ondoso WaveSAX, affrontato da RSE nell’ambito della Ricerca di Sistema, basato sul principio della “colonna d’acqua oscillante” in una configurazione innovativa in cui la turbina (di tipo Wells) viene posizionata nella fase liquida. Nel 2017, il prototipo idraulico di WaveSAX in scala 1:5 – dotato di turbina Wells e sistema di generazione e controllo – è stato testato in vasca navale presso il CNR-INM di Roma. In seguito, sono invece stati studiati interventi di miglioramento del dispositivo.


In particolare, è stato realizzato un nuovo sistema di generazione e controllo del dispositivo WaveSAX (sempre in scala 1:5), che è stato testato in mare presso l’antemurale del Porto di Civitavecchia. La realizzazione delle prove a mare ha permesso di testare il dispositivo in condizioni di moto ondoso reali, verificando le strategie del sistema di generazione e controllo, la funzionalità del sistema di mooring (cioè l’ancoraggio all’antemurale portuale) e di avere indicazioni sul comportamento dei materiali in ambiente marino.

Successivamente sono stati realizzati progressi nella definizione di dettaglio di un primo prototipo del dispositivo WaveSAX (1:1), considerando due possibili soluzioni progettuali: la struttura esterna fissata all’antemurale (nel caso di opere già esistenti) e il dispositivo incorporato all’interno dell’antemurale (nel caso di costruzioni ad hoc). È stato condotta un analisi LCA – Life Cycle Assessment a supporto della scelta dei materiali per la costruzione del primo prototipo. Per quanto riguarda la valutazione della risorsa da moto ondoso in ambito mediterraneo, è proseguita la campagna di misura ondametrica e correntometrica nel Porto di Civitavecchia, così come quella nella boa MOBI localizzata al largo di Mazara del Vallo, che include anche la misura d’intensità e direzione del vento.


Maximo Aurelio Peviani


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