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La siccità in Nuova Zelanda minaccia anche il mercato elettrico

I cambiamenti climatici incidono fortemente anche sui settori economici, non ultimo quello elettrico. In particolare, la costante diminuzione delle piogge in alcune zone del globo sta provocando la diminuzione dei bacini idrici, con un impatto negativo sulla produzione idroelettrica.

In Nuova Zelanda, un anno particolarmente povero di precipitazioni sta quindi rappresentando una concreta minaccia anche per il mercato elettrico. Secondo il National Institute of Water and Atmospheric Research (NIWA) l’avanzamento del clima secco ha diminuito i livelli dei bacini idrici del Paese molto al di sotto del normale.

Nei primi quattro mesi del 2021, le piogge nell’area di Mount Cook sono state inferiori del 68 per cento rispetto alla norma del periodo. Più a sud, a Manapōuri, le precipitazioni sono state addirittura inferiori del 77 per cento. Condizioni di siccità che, secondo le previsioni, dovrebbero continuare per almeno due/tre settimane ma che potrebbero allungarsi per mesi, rendendo la situazione veramente critica.

“Se i livelli dei laghi - ha dichiarato Geoff Bertram, dell’Institute for Governance and Policy Studies della Victoria University di Wellington - non aumentano a breve, la Nuova Zelanda per soddisfare il proprio bisogno di elettricità dovrà bruciare una grande quantità di carbone e gas”.