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La geotermia a Sumatra dà luce a 130.000 famiglie

Situata lungo il cosiddetto anello di fuoco del Pacifico - chiamato così per la presenza di ben 150 vulcani attivi - l’Indonesia possiede il 40 per cento delle riserve geotermiche mondiali.

Nonostante questo potenziale nel 2020, secondo i dati della IEA, la produzione di elettricità da geotermia è stata pari a 15.563 GWh, contribuendo solo per l’8 per cento alla produzione di elettricità del Paese.

Il governo indonesiano, che si è posto come obiettivo di portare al 23 per cento la quota delle FER nel proprio mix energetico al 2025, sta quindi promuovendo nuovi progetti per lo sfruttamento delle sue abbondanti risorse geotermiche. Tra i sei attualmente in via di realizzazione, quello di Rantau Dedap, nel sud dell’isola di Sumatra, ha completato la fase 1 e dato inizio alle operazioni commerciali. Realizzato ad un’altitudine compresa tra 1.000 e 2.600 metri, all’interno del complesso vulcanico di Bukit Besar, l’impianto geotermico prevede la costruzione di due unità da 110 MW ciascuna e, una volta completato, consentirà di evitare l’emissione di 486.000 tonnellate di CO2 ogni anno.


La centrale di Rantau Dedap, costata oltre 700 milioni di dollari di cui 227 milioni finanziati dall’Asian Development Bank, fornirà elettricità a oltre 130.000 famiglie e contribuirà a rendere più affidabile e sicura la fornitura di energia elettrica nell’area di Sumatra. Da notare che il potenziale di energia geotermica della zona meridionale di quest’isola dell’Indonesia è superiore ai 2 GW.