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La Corte dei conti europea tira le orecchie sulla mobilità elettrica

Uno degli obiettivi strategici del Green Deal europeo prevede l’installazione di un milione di punti di ricarica per le auto elettriche entro il 2025.

I trasporti, soprattutto quelli su strada, sono infatti i responsabili di circa un quarto di tutte le emissioni di gas a effetto serra nell’UE e per ridurle è necessario passare ad alimentazioni alternative, prima tra tutte la mobilità elettrica.

Ora, la Corte dei conti europea con la sua ultima relazione 05/2021 Infrastrutture per la ricarica dei veicoli elettrici: vi sono più stazioni di ricarica, ma la loro diffusione non uniforme rende complicato viaggiare nell’UE bacchetta l’Europa. Secondo i membri della Corte, infatti, è necessaria una decisa accelerazione nella realizzazione delle infrastrutture di ricarica, se si vuole dare una svolta decisiva alla mobilità elettrica.

Non solo - si legge nella relazione - si è ben lontani dall’obiettivo di un milione di colonnine; manca anche una tabella di marcia strategica a livello comunitario.

“Lo scorso anno - ha dichiarato Ladislav Balko, responsabile della relazione - un’autovettura ogni dieci vendute nell’UE era ricaricabile elettricamente, ma le infrastrutture di ricarica non sono accessibili in modo uniforme. La Corte ritiene che la Commissione dovrebbe fare di più per sostenere una copertura della rete in tutta l’UE e garantire che i fondi UE vadano là dove sono maggiormente necessari”.

Certo, se guardiamo al recente passato alcuni passi avanti sono stati fatti, come la promozione di uno standard comune per i connettori di ricarica dei veicoli elettrici e il migliorato accesso alle diverse reti di ricarica. Rimangono però alcuni punti di forte criticità, prima fra tutte la mancanza di armonizzazione dei sistemi di pagamento all’interno del territorio comunitario. L’accessibilità al pubblico delle stazioni di ricarica varia poi in modo notevole da Paese a Paese e, cosa non di poco conto, vi sono scarse informazioni sulla disponibilità in tempo reale, sui dati di ricarica e sui costi. È impossibile per il consumatore comparare i prezzi: in alcuni Paesi sono espressi in euro/minuto, in altri in euro/kW e in altri ancora con tariffa di ricarica fissa.

Secondo la Corte dei conti è quindi mancata un’analisi accurata del deficit infrastrutturale, per stabilire dove situare le stazioni di ricarica, in che numero e con quale potenza. Analisi e tabelle di marcia che la Corte, nell’ottica del riesame in corso da parte della Commissione europea del quadro strategico e normativo in materia di mobilità elettrica, raccomanda che ora vengano fatte.