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India, meno fertilizzanti e gas serra utilizzando acque reflue trattate

Che l’acqua sia il bene più prezioso è ormai sotto gli occhi di tutti. I lunghi periodi di siccità, in tutto il mondo, rappresentano segnali non più ignorabili. Servono interventi per sviluppare tecnologie per un uso più razionale della risorsa, sfruttando ogni tipo di fonte.

Uno studio del Council on Energy, Environment and Water (CEEW), uno dei principali istituti asiatici di ricerca, ha analizzato il valore economico e di impiego del possibile riutilizzo delle acque reflue in India, dove la sicurezza idrica è un problema sempre più presente.


Secondo il report CEEW, che si basa su dati e stime della Central Water Commission (CWC), 11 dei 15 principali bacini fluviali del Paese asiatico subiranno uno stress idrico entro il 2025. Risulta quindi fondamentale esplorare fonti alternative di acqua per colmare il deficit tra domanda e offerta.


Lo studio Reuse of Treated Wastewater ha così rilevato che attualmente l’India tratta solo il 28 per cento delle acque reflue totali che genera ogni giorno nei centri urbani e che solo 10 Stati del Paese hanno intrapreso politiche e azioni volte al riutilizzo dei reflui. La maggior parte degli interventi, però, non prevedere standard di qualità per lo scopo specifico del loro riuso né incentivi per gli utenti finali. Infatti, dei 72.368 milioni di litri al giorno di liquami prodotti nei centri urbani, il trattamento effettivo è di soli 20.236 milioni di litri.


Il trattamento delle acque reflue per un riutilizzo nel solo comparto dell’irrigazione nel 2021 avrebbe potuto consentire la coltivazione di 28 milioni di tonnellate di prodotti ortofrutticoli, con un risparmio di 50 milioni di INR (pari a circa 560.000 euro) nell’uso di fertilizzanti, grazie al possibile recupero di oltre 6.000 tonnellate di nutrienti presenti nella acque trattate. Non solo; grazie ai reflui si sarebbe evitata l’emissione di 1,3 milioni di tonnellate di gas serra.


Un potenziale da sfruttare, visto anche le stime del CWC che prevede entro il 2050 in India il trattamento di oltre 35.000 milioni di metri cubi di acque reflue. Una quantità sufficiente - se trattata correttamente - per irrigare 26 volte un’area pari a quella di Nuova Delhi (circa 4 milioni di ettari). Il CEEW ha identificato i fattori abilitanti, gli standard di qualità e le possibili barriere allo sviluppo analizzando lo stato dell’arte in tre Paesi - Spagna, Israele e Singapore - ritenuti leader nel trattamento e riutilizzo delle acque reflue.

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