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Il Green Climate Fund in aiuto alle Isole del Pacifico

I cambiamenti climatici in atto stanno provocando eventi sempre più estremi, dalle tempeste ai cicloni tropicali, dalle mega onde fino all’innalzamento del livello del mare; eventi che vanno a colpire soprattutto gli ambienti costieri.


Nell’ambito del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) è stato da poco approvato un nuovo progetto mirato a stabilire servizi di informazione sul clima, sugli oceani e sui sistemi di allerta precoce multi-pericolo negli Stati delle piccole isole del Pacifico, tra i più vulnerabili Paesi al mondo in tema di cambiamenti climatici, disastri naturali ed eventi climatici avversi.


Nella riunione del Consiglio del 10 novembre 2020, il Green Climate Fund (GCF) ha dato infatti il via a un programma da 49,9 milioni di dollari proprio per il miglioramento dei servizi di informazione sulla resilienza in cinque Paesi insulari dell’Oceano Pacifico: le Isole Cook, Niue, Palau, la Repubblica delle Isole Marshall e Tuvalu. In particolare, il nuovo programma mira a sviluppare servizi di informazione essenziali per lo sviluppo sostenibile, la gestione ambientale, la riduzione del rischio di catastrofi, la sicurezza alimentare, i servizi sanitari, la gestione delle risorse idriche e l’efficienza energetica.


I sistemi di allerta precoce possono facilitare un’efficace riduzione del rischio di catastrofi e l’adattamento ai cambiamenti climatici, consentendo alle popolazioni a rischio di avviare azioni tempestive e appropriate per ridurre l’impatto dei pericoli legati al clima e agli eventi meteorologici estremi. Il Green Climate Fund (GCF), istituito dalla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) nel 2010, è il più grande fondo che aiuta i Paesi in via di sviluppo a ridurre le loro emissioni di gas serra e migliorare la loro capacità di rispondere ai cambiamenti climatici.