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Iervolino (Radicali Italiani): “Il nodo dei rifiuti? È una questione di democrazia”

Il Pnrr prevede la costruzione di impianti rinnovabili per un totale di 70 GW, la diminuzione del deficit impiantistico delle regioni meridionali per la gestione dei rifiuti e la realizzazione di depuratori in circa il 30 per cento dei comuni italiani. Traguardi da raggiungere entro il 2030.

Volgendo indietro lo sguardo, risulta quindi ovvio – se non scontato – chiedersi se e come si riuscirà a portare a compimento questi propositi. Massimiliano Iervolino, segretario di Radicali Italiani, affronta il problema in un articolo su Nuova Energia attualmente in distribuzione.


“I partiti hanno portato avanti scelte scellerate, nascondendosi dietro decennali commissariamenti che non hanno risolto nulla, e allo stesso tempo hanno fomentato le proteste dei comitati dei cittadini contro qualsiasi tipo di impianto. Siamo giunti così al paradosso che, oggi come ieri, vengono addirittura contestate installazioni come quelle per il compostaggio”.

Il tema rifiuti chiama in causa qualcosa di più profondo: i cittadini non danno più credibilità ai loro rappresentanti.


“In un Paese normale la gestione dei rifiuti sarebbe una questione puramente tecnologica, ma in Italia è invece diventata il termometro per misurare il rapporto di fiducia tra istituzioni e popolazione. A ciò si aggiunga la criminalità organizzata, che in questo settore è sempre presente. Del resto, chi ha la forza di convincere un quartiere che una discarica di servizio è utile e non sarà il solito danno, e che le promesse saranno mantenute?”.

Ora, l’attuazione del Pacchetto europeo sull’economia circolare prevede la riduzione dei quantitativi smaltiti in discarica al di sotto del 10 per cento entro il 2035, l’aumento del riciclo dei rifiuti urbani al 60 per cento entro il 2030 e l’obbligo, a partire dal 2023, di raccolta del rifiuto organico.


“Per le regioni del Centro e del Sud - conclude Iervolino - questa è un’occasione storica per dotarsi di un sistema impiantistico adeguato di gestione dei rifiuti che guardi all’economia circolare. Troppo spesso, invece, città come Roma, Palermo o Reggio Calabria,si trovano ad affrontare problemi di igiene pubblica collegati proprio alla mancanza di impianti”.