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Idrogeno, la Germania punta sull’Africa

La corsa verso un mondo carbon free chiama in causa inevitabilmente la ricerca di

combustibili e vettori alternativi. L’idrogeno verde - al netto dei costi e dei problemi di trasporto e stoccaggio - è senz’altro uno di questi.


E se la Strategia per l’Idrogeno europea prevede che siano installati almeno 40 GW di elettrolizzatori entro il 2030, il ministero dell’Istruzione e della Ricerca tedesco (BMBF) sta

finanziando alcuni studi per l’identificazione di siti idonei per la produzione di idrogeno verde in Africa.

In particolare la Germania ha recentemente firmato un accordo di partnership con la Namibia per lo sfruttamento dell’enorme potenziale solare ed eolico della nazione dell’Africa meridionale per produrre idrogeno green.

“È in corso in tutto il mondo una gara per le migliori tecnologie e le migliori posizioni per la produzione di idrogeno – ha dichiarato Anja Karliczek, ministro dell’Istruzione e della ricerca tedesco – e dal nostro punto di vista la Namibia rappresenta un’ottima possibilità. Per questo il BMBF fornirà fino a 40 milioni di euro per la cooperazione nell’ambito di questa partnership e in prospettiva pensiamo che un chilo di idrogeno proveniente dalla Namibia potrà costare tra 1,50 e 2 euro”.

“I calcoli preliminari - ha affermato Stefan Kaufmann, commissario per l’innovazione per

l’idrogeno verde tedesco - mostrano che la Namibia offre le condizioni ideali per la generazione di energia eolica e solare e quindi per la produzione di idrogeno verde. Stiamo

pianificando di condurre uno studio di fattibilità e utilizzare i risultati per implementare progetti pilota congiunti per sviluppare tecnologie innovative di desalinizzazione dell’acqua di mare e le possibilità di esportazione dell’idrogeno in Germania”.

Il National Hydrogen Council stima entro il 2030, per la sola industria tedesca, una domanda di idrogeno di 1,7 milioni di tonnellate l’anno, mentre la Namibia punta a esportare idrogeno verde prima del 2025.